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I guantoni da boxe: una storia lunga 3000 anni per proteggersi in dieci once

Guantoni da Boxe
Fonte immagine: *Pixabay

Sapete come nascono i guantoni da boxe?

La loro funzione era legata alla protezione delle mani dei pugili dalle frequenti fratture a cui andavano incontro, soprattutto colpendo l’avversario a mano nuda o fasciata. Ebbene sì, non servivano a preservare i destinatari dei cazzotti.

Andiamo con ordine. I guantoni da boxe sono stati utilizzati in varie forme fin dai primi giorni della comparsa della boxe, circa 3000 anni fa. Nell’antica Grecia si usavano proteggere le mani con cinghie di cuoio. Non c’era imbottitura in questi guanti, questi sono gli antenati dei nostri guanti.

Si può far risalire l’inventore dei guanti della boxe moderna a Jack Broughton, campione nel 1700. Tuttavia il loro uso era legato alla strada e non ai tornei pubblici. Questa mancata pratica, portò ad aumentare i morti nei combattimenti pubblici. La reputazione di questo sport, iniziò a declinare da questo punto, portandosi dietro dei pregiudizi che ancora oggi fanno fatica ad essere abbandonati del tutto.

Uno degli ultimi campioni a combattere senza i guantoni da boxe fu John L. Sullivan. L’atleta nel suo primo tentativo di salire sul ring con le mani protette, perse il suo titolo nel 1892 per “Gentleman Jim” Corbett, il primo campione di indossare guanti.

Per quanto riguarda le dimensioni, esse sono cambiate rispetto ai primi modelli, aumentando gradualmente fino ad arrivare ad una misura standard ovvero le 10 once (284 grammi).

I guanti da boxe si dividono in tipologie a seconda del loro impiego e delle loro caratteristiche tecniche:

Guantoni da sacco

Guanti leggeri con poca imbottitura, proteggono la mano dal contatto diretto col sacco.

Guantoni da boxe dilettantistica

Caratterizzati dalla presenza di una parte in colore rosso o blu (a seconda dell’angolo assegnato) e della parte anteriore (detta target) bianca dotata di  antishock, ovvero una particolare imbottitura interna al guanto che consente di assorbire parte dell’urto del colpo. Il guanto quindi protegge non solo la mano di chi sferra il colpo ma anche il corpo di chi il colpo lo riceve. Hanno obbligatoriamente la chiusura in velcro.

Portano il bollino dell’AIBA (Amateur International Boxing Association) o della federazione nazionale.

Guanti da combattimento professionale

Guanto caratterizzato dalla tipica allacciatura tradizionale con lacci regolabili, che vengono coperti poi con nastro adesivo. Questi guanti sono del peso di 10 once dalla categoria dei pesi massimi fino alla categoria welter esclusa, per le categorie dal welter al mini mosca i guanti sono da 8 once. Non hanno né antishock né target. Per i titoli i guanti devono essere identici (il campione e lo sfidante usano lo stesso tipo di guanto) e nuovi, in tutto 4 paia, due per il match e due paia di riserva.

Guanti da sparring

Nati per l’allenamento in coppia, hanno sia un peso maggiore a quelli da combattimento (allenano il pugile ad uno sforzo maggiore nel tirare i colpi) che un’imbottitura per proteggere l’atleta in allenamento. Hanno la chiusura in velcro, con lacci regolabili o entrambe.

Guanti a mano aperta

Usati nelle discipline a contatto leggero come il point fighting. Sono caratterizzati da peso e dimensioni ridotte per consentire all’atleta di portare le tecniche di braccia con il massimo della rapidità.

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Fonte immagine: *Pixabay