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Grasso attacca: “Zamparini malvoluto dai magistrati”

Il ricordo dell’ex presidente del Palermo

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Fonte immagine: Profilo Instagram @the_man_of_the_day

Piero Grasso ha voluto ricordare Maurizio Zamparini ad alcuni giorni dalla sua scomparsa. Il suo ricordo è affidato a un’intervista rilasciata per l’edizione palermitana di Repubblica: “La nostra amicizia nacque grazie a mia moglie e a una partita della Nazionale giocata a Palermo. Noi eravamo una fila sotto Zamparini e la consorte. L’amicizia nacque tra le signore e poi si estese alla famiglia”.

Un’amicizia che ha consentito al magistrato di vivere da vicino la costruzione del Palermo reso grande dal compianto imprenditore friulano: “Una frequentazione intensa ma sempre legata al Palermo. Io sono un grande tifoso e cominciammo a frequentarci, sempre per le vicende legate alla squadra. Zamparini era un grande compagno di viaggio. Ricordo quando a Maribor scoprì Ilicic e Bacinovic. Aveva un grande intuito”.

Tra le altre cose Grasso ebbe la gioia di partecipare accanto a Zamparini ad alcuni ritiri. Come quello di Bad Kleinkirchheim, che per qualche anno fu feudo rosanero: “Erano momenti spensierati. Andavamo a raccogliere funghi e seguivo gli allenamenti insieme a lui. Ma la cosa che mi piaceva di più era tirare due calci al pallone con il povero Armando, il figlio di Zamparini morto di recente, che all’epoca era un bambino”.

Zamparini nel mirino della giustizia

Secondo l’ex presidente del Senato, però, Zamparini non è stato ripagato dai palermitani nel migliore dei modi: “Ci ha fatto sognare e non è stato ripagato dalla città. Certamente non si è arricchito con il calcio e anzi ha intaccato le sue finanze, ma in Italia bisogna morire per vedere riconosciuti i propri meriti. Credo abbia pagato la contestazione nei suoi confronti che è montata in città e soprattutto tra i tifosi”.

In particolare è stata la magistratura a togliere ulteriore serenità al personaggio Zamparini: “Secondo me era diventato un obiettivo di chi aveva deciso che dovesse lasciare il Palermo. L’obiettivo è stato raggiunto anche attraverso l’azione della magistratura. Un’azione che io posso capire, ma che credo abbia risentito dell’atmosfera che si respirava in città e che era portatrice della volontà di fargli lasciare il club”.

Grasso, in chiusura dell’intervista, ritiene che difficilmente ci sarà un nuovo imprenditore che farà i conti con Palermo come ha fatto il suo amico scomparso: “La nostra frequentazione è finita quando lui ha lasciato la guida del Palermo. Non penso ci sarà un “pazzo” che vorrà investire tutti i soldi che lui ha gettato nel Palermo”.

Nel frattempo, però, piangiamo la scomparsa di un personaggio che ha dato tanto al calcio, tra i suoi pregi e i suoi difetti.

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