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Formula 1, anche Monza a porte chiuse: l’Italia non apre al pubblico

Fonte immagine: Wallpaperflare

La notizia che nessuno si augurava o si aspettava di leggere, è diventata purtroppo realtà nel pomeriggio di mercoledì. Il Gran Premio d’Italia in programma a Monza nel weekend dal 4 al 6 settembre, si disputerà senza la presenza di pubblico nelle tribune e nel parco che circonda il tracciato brianzolo. La decisione è stata annunciata dai proprietari del circuito lombardo e dagli organizzatori dell’evento, che rappresenta l’ottava tappa del Campionato del mondo di Formula 1 2020.

Una notizia che, come detto, in pochi si attendevano. La situazione tutt’altro che drammatica in cui l’Italia sta versando sul fronte dell’emergenza Covid lasciava presagire che almeno la tribuna centrale potesse essere aperta. Il sogno di veder sfrecciare le monoposto più veloci al mondo sul rettilineo centrale dell’autodromo di Monza, resterà tale almeno per quest’anno. E così, com’è accaduto nei primi due eventi in Austria e Ungheria e come accadrà a Silverstone, una delle cattedrali del motorsport europeo non verrà aperta al pubblico.

Intanto l’organizzazione del Gran Premio d’Italia si sta cautelando, in particolare di fronte al fiume di richiesta di rimborsi che arriverà da parte di chi, già prima del lockdown, aveva acquistato il biglietto per assistere alla gara o all’intero weekend. La procedura è già partita con una serie di comunicazioni via mail da parte dell’ente che controlla l’autodromo di Monza. E considerando la possibilità di assieparsi, oltre che nella tribuna centrale, anche nei tanti spazi verdi da cui è possibile vedere anche una sola sezione del circuito, la procedura sarà lunga e riguarderà diverse migliaia di persone.

Ora, però, la paura è che questo provvedimento non sia circoscritto solamente alla gara in programma a Monza nel primo weekend di settembre. Grazie al grande lavoro effettuato nelle scorse settimane, e all’ok arrivato da Liberty Media, l’Italia ospiterà ben tre gare in questa travagliata e complicata stagione 2020. Dopo il Gran Premio in programma in Brianza, infatti, le gare successive si correranno rispettivamente al Mugello e a Imola, con un grande debutto e un gradito ritorno nel circus delle quattro ruote.

Il timore più grande è che sia il circuito toscano, che l’autodromo dedicato a Enzo e Dino Ferrari dovranno restare chiusi al pubblico. In fondo, in questi giorni si è discusso in Parlamento della possibilità di prolungare lo stato di emergenza anti-Covid fino a metà ottobre, con la precedente scadenza fissata a fine luglio. Qualora venisse messa a punto questa opzione, gli spalti degli impianti sportivi potrebbero restare vuoti ancora per un po’ di tempo.

E così com’è già accaduto a Zeltweg e all’Hungaroring, e come accadrà a Silverstone e a Monza, gli altri due circuiti italiani coinvolti dal Mondiale 2020 di Formula 1 potrebbero essere delle vere e proprie cattedrali nel deserto. Per il momento non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale da parte degli enti che gestiscono i due circuiti. L’unica notizia riguarda solo il loro inserimento nel calendario. Ma l’ultima parola potrebbe non tardare ad arrivare.

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Fonte immagine: Wallpaperflare

Francesco Cammuca