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Jesper Gronkjaer e il gol da un miliardo di sterline

Così il Chelsea finì nelle mani di Abramovich

Jesper Gronkjaer_abramovich
Fonte immagine: Twitter

Il Chelsea sta vivendo senza alcun dubbio la fase più brillante e goduriosa della sua lunga storia. La formazione di Stamford Bridge si trova stabilmente nelle posizioni di vertice del campionato inglese e ha portato a casa diversi trofei negli ultimi 20 anni. Sono stati soprattutto gli anni in cui il patron è stato Roman Abramovich, il magnate russo che decise di acquisire la società londinese nel 2003.

 

Ma al di là della portata economica di questa operazione, oltre che dei risultati che sono arrivati sul campo negli anni successivi, c’è stato un evento che potremmo definire decisivo per questa transazione economica. L’evento in questione è avvenuto l’11 maggio del 2003, giorno dell’ultima giornata di campionato. Il Chelsea, quel giorno, ospitava nel proprio tempio il Liverpool, per una gara resa ancor più speciale per la posta in palio.

Una Champions per la salvezza

Blues e Reds, infatti, erano appaiati al quarto posto in classifica, con la squadra del Merseyside avvantaggiata dagli scontri diretti. Dunque il Chelsea avrebbe dovuto vincere a tutti i costi per qualificarsi alla Champions League dell’anno successivo. Un passaggio fondamentale anche per evitare il tracollo finanziario, oltre che per avvantaggiare il buon esito della trattativa tra il proprietario di quel tempo e lo stesso Abramovich.

 

Le cose si misero male quando Sami Hyypia portò in vantaggio il Liverpool dopo un quarto d’ora. Il pareggio lo mise a segno Marcel Desailly, ma poi ci pensò un altro giocatore a scrivere la storia del club. Il suo nome è Jesper Gronkjaer, autore del gol che ha consentito al Chelsea di vincere quella partita e approdare in Champions League. E ci ha pensato lo stesso centrocampista danese a rivivere l’ansia del prepartita e la gioia dopo il triplice fiscio.

I racconti di Jesper

Tutti all’interno della squadra sapevano che quella era una partita importante, ma nessuno sapeva quanto fosse importante. Circolavano voci legate a grossi problemi finanziari, si diceva addirittura che non ci sarebbero stati i soldi per pagare i nostri stipendi a fine mese. Come giocatori, sapevamo quindi che sarebbe stato importantissimo qualificarsi alla Champions League, non eravamo però a conoscenza di cosa stesse realmente accadendo in quel periodo”.

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Gronkjaer rimase nella prima stagione al Chelsea, con Claudio Ranieri in panchina. Ma le cose cambiarono con l’avvento dello Special One, Josè Mourinho: “Ricordo di aver incontrato Mourinho diverse volte nei corridoi di Stamford Bridge, ma non l’ho mai veramente conosciuto, dato che quell’estate la mia vacanza venne prolungata dal fatto che avevo preso parte a Euro 2004 e che mia madre morì in quel periodo. Decisi quindi di anche al Birmingham City, ma fu un grosso errore e non è stata una bella esperienza. Non è stata colpa del club”.

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Sommario
Jesper Gronkjaer e il gol da un miliardo di sterline
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Jesper Gronkjaer e il gol da un miliardo di sterline
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Jesper Gronkjaer ricorda il gol contro il Liverpool, con cui regalò la qualificazione in Champions League al Chelsea, poi acquistato da Roman Abramovich.
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