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Il Giro torna a Madonna di Campiglio ricordando Pantani

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Il Giro d’Italia è entrato nel vivo in questa settimana, quella che porta sulle cime più impegnative delle Alpi. Il tutto prima della ormai consueta passerella, quella di Milano, ormai sede storica dell’ultima tappa della Corsa Rosa. Ma una delle giornate più intense, sia sul piano della gara in sé che sul piano emozionale, è stata quella di mercoledì. È stato il giorno dell’ascesa della carovana rosa alla volta di Madonna di Campiglio.

Alla fine, a portare a casa la vittoria è stato, in questa giornata particolarmente impegnativa per tutti i corridori, l’australiano Ben O’Connor, capace di arrivare in solitaria e a braccia alzate in uno dei traguardi più prestigiosi dell’edizione 2020 del Giro. Ma l’arrivo a Madonna di Campiglio è stato anche l’occasione per ricordare Marco Pantani, che proprio da quelle parti ha vissuto forse il giorno più buio e più amaro della sua carriera.

Un evento tragico per la letteratura sportiva, visto che quel giorno, il 5 giugno del 1999, il Pirata di Cesenatico si è visto sbarrare la porta verso l’eternità su due ruote. Fu il giorno in cui fu ravvisata la sua sospensione dal Giro d’Italia ‘99 per un valore non a norma dell’ematocrito. Non si trattava di doping, ma di un intervento a scopo precauzionale. Anche se, stando a quanto è venuto fuori negli anni a venire, si trattò di una vera e propria manovra di stampo delinquenziale.

Marco fu fatto fuori

Un solo corridore, in quella convulsa mattina di controlli prima di una delle tappe più dure del Giro d’Italia 1999, fu fermato per valori strani dell’ematocrito. Rispondeva al nome di Marco Pantani, l’autentico dominatore della corsa rosa. Ogni volta che c’era un arrivo in salita, non c’erano dubbi su quello che sarebbe stato il nome del vincitore. E così, scatto dopo scatto e progressione dopo progressione, l’alfiere della Mercatore Uno dominava in lungo e in largo.

Finché non arrivò quel fatidico giorno. Un giorno descritto in maniera uniforme da chi ha vissuto da vicino quello che poi sarebbe diventato un dramma. Compagni di squadra e membri del team parlavano del grande nervosismo degli ispettori che avrebbero dovuto effettuare il controllo. Come se fossero gli attori principali di una manovra marcia. Come se sapevano già come sarebbe andata a finire e quale sarebbe stata la responsabilità che si stavano prendendo.

Poi la conferma dei timori iniziali, la notizia che inizia a serpeggiare prima nel parterre del Giro e poi tra le agenzie di stampa, i giornali e le TV. Marco Pantani è stato escluso dal Giro d’Italia. Non fu una positività al doping, ma nessuno fece in modo di evitare che la versione fosse proprio questa. E poi le parole del corridore romagnolo, a suonare come se fossero i rintocchi finali di una carriera breve ma intensa: “Mi sono rialzato tante volte, ma questa volta abbiamo toccato il fondo”.

Ma alla fine, anno dopo anno, Marco Pantani continua a vivere nel cuore e negli occhi di ognuno di noi.

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