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Girmay nella leggenda: “Corro con Pantani nel cuore”

Parla il vincitore della Gand-Wevelgem

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Fonte immagine: Profilo Instagram @snewsafrica

Il nome di Biniam Girmay è uno di quelli destinati a restare scolpiti per sempre nella storia dello sport, e non solo della disciplina di competenza. Lo si capisce in particolare dalle sue parole dopo una grande impresa: “Non riesco a leggere tutti i messaggi ricevuti. Troppi, troppi. So che ho fatto la storia per l’Africa, è stato un gran giorno per noi, ma non cambierò. I miei genitori e mia moglie mi hanno visto in tv in diretta e sono scoppiati a piangere”.

Il corridore eritreo è il primo proveniente dal continente africano ad aver vinto una classica del Nord. Ma come inizia la storia sportiva del vincitore della Gand-Wevelgem? “A 10 anni giocavo a pallone, come tanti altri ragazzini, per divertimento. Lo sport è stato sempre il centro della mia vita. Ho cominciato a 12 anni in mountain bike, la prima bici è stata una Mtb marca Stevens, l’ha comprata la mia famiglia. In Eritrea le bici non sono così care come in Europa. Poi dai 16 anni sono passato alla strada”.

Girmay con il mito di Pantani

Il ciclismo è uno sport molto diffuso e amato in Eritrea. Girmay ne racconta le origini e la grande passione che scorre nel suo Paese: “Il ciclismo è la cultura dell’Eritrea, lo sport nazionale: ci saranno almeno 300 corridori tra cicloamatori e ciclisti. E rispetto al mio periodo molte più gare, gran parte nella capitale. Sì, nel 2025 c’è il Mondiale in Ruanda, ho vinto una tappa in quella nazione, sarebbe bello che quel giorno”.

E poi ci sono gli eroi, i miti dai quali si prova a prendere spunto. Marco Pantani è stato uno dei più amati, non solo in Eritrea ma in particolare per Biniam: “Pantani è famosissimo in Eritrea, quando ero giovane tanti ragazzi dicevano “io corro come Pantani”. A me piacevano di più Sagan o Cavendish, io volevo essere Sagan. Mi piace molto l’Italia. In Eritrea il ciclismo italiano è famosissimo. Il Giro viene trasmesso in Eritrea e io dal 2015 non ne ho perso uno”.

Un trionfo sulle orme del grande mito.

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