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I giocatori americani delle Serie A: da Lalas a McKennie

Il calcio americano in questi ultimi anni è molto cresciuto in numeri e qualità, ma è indubbio che il gap con i maggiori campionati europei è ancora molto ampio. C’è però sicuramente la volontà di colmare prima o poi questa differenza, e in un movimento in continua crescita sono sempre di più anche le unicità di eccellenza che possono tranquillamente competere ai massimi livelli.

L’arrivo alla Juventus di Weston McKennie è la conferma che anche tra i giocatori a stelle e strisce, si possono trovare ottimi giocatori. Certo in passato non sono stati molti a calcare i campi della Serie A, e anche tra quelli che ci hanno provato, pochi davvero quelli che hanno dato un valore aggiunto (ma come detto, erano altri tempi). Proviamo a fare una piccola cronostoria dei calciatori americani che hanno lasciato un qualche segno nel nostro massimo campionato, che a conti fatti, potremmo ridurre a soli tre nomi.

Alexis Lalas (Padova 1994-1996)

Capostipide di questo elenco non può che essere lui, Lalas. Il primo calciatore americano (escluso gli italo-americani) in assoluto a scendere in campo in serie A, acquistato da Piero Aggradi della neo promossa Padova per 400 milioni di lire. Personaggio sopra le righe per il suo look particolare (capelli lunghi e barba ancor di più), mette a segno anche due gol nelle sue 44 presenze, tra cui uno agli allora campioni d’Europa del Milan (battuti incredibilmente 2-0 in quell’occasione).

Micheal Bradley (Chievo 2011-2012; Roma 2012-2014)

Decisamente meno appariscente è stato invece Micheal Bradley, pilastro della nazionale americana di questi anni. Centrocampista di grande sostanza ha esordito in serie A con la maglia del Chievo, con cui ha disputato 35 partite segnando anche un gol. Una stagione così positiva da meritarsi la chiamata alla Roma, dopo aver versato quasi 3 milioni e mezzo nelle casse dei veronesi. Diligente e serio in campo come fuori, la sua presenza non è stata memorabile ma ha sempre svolto ampiamente il suo dovere quando chiamato in causa, chiudendo due stagioni con 41 presenze in maglia giallo rossa condite da 2 reti e 2 assist. Poi il passaggio a Toronto, dove milita tutt’ora in mls.

Oguchi Onyewu (Milan 2009-2010)

Tenicamente in realtà Oguchi non ha mai giocato in serie A, visto che non ha disputato nemmeno una partita in campionato (solo una in Champions). Era arrivato all’apice della sua carriera dopo alcune buone stagioni allo Standard Liegi (nell’ultima era il difensore titolare con 32 presenze, 3 gol e 2 assist persino). Un colosso dal temperamento piuttosto duro, come ricorda bene Allegri, costretto in un’occasione a sospendere l’allenamento. Il motivo? Un diverbio tra Onyewu e niente meno che Ibrahimovic, con tanto di pugni e una ginocchiata che ruppe una costola allo svedese. Peccato non aver visto quella grinta in campo invece che in allenamento e contro un suo compagno.

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Fonte immagine: Wikipedia Commons