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Gerardo Martino ripensa al suo Barcellona: “Esperienza da incubo”

Gerardo Martino
Fonte immagine: *Wikipedia

La stagione 2013/2014 è stata particolare per il Barcellona e per i suoi tifosi. Fu quella in cui sembrò esserci un distacco all’apparenza definitivo dal tiki-taka imposto da Pep Guardiola e portato avanti nell’annata precedente dal suo fido scudiero, il compianto Tito Vilanova. Al suo posto arrivò un argentino dalle idee calcistiche differenti dal ciclo precedente, Gerardo Martino.

Quello che in Sudamerica era meglio noto come “El Tata” provò a cambiare lo stile di gioco che i blaugrana avevano adottato in quegli anni, con risultati clamorosi. Così, forte dell’arrivo di Neymar dal Santos cercò di dare maggiore rapidità e imprevedibilità al suo gioco. Ma i risultati, per una squadra abituata a dominare, furono pessimi. Il Barcellona chiuse secondo in campionato, perse la finale di Copa del Rey contro il Real Madrid e uscì ai quarti di Champions contro l’Atletico Madrid.

Ovviamente Gerardo Martino non fu confermato sulla panchina catalana. E a sei anni di distanza da quella stagione, ne ha voluto parlare ai microfoni di El Mundo Deportivo. “A Barcellona ciò che conta è quanti titoli vinci – ha dichiarato El Tata, che era reduce dal Mondiale 2010 con il Paraguay – . Tuttavia, posso dire che è stato il mio anno peggiore perché il mio contributo come allenatore è stato modesto”.

Martino si è però voluto togliere un sassolino dalla scarpa. Secondo lui, lo stile di gioco che voleva imprimere a Barcellona è stato ripreso dal suo successore, Luis Enrique: “Il Barcellona ha un modo radicato di giocare che ha cercato di migliorare aggiungendo maggiore velocità al gioco attaccando e muovendosi andando avanti e indietro nello spazio. Credo che avrebbe reso la squadra più completa. Ciò è stato realizzato l’anno successivo con Luis Enrique”.

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Francesco Cammuca