in

Quando Gaucci provò a portare in Italia un calciatore donna

gaucci_calciatore_donna
Fonte immagine: Twitter

Il binomio tra le donne e il calcio sta diventando sempre più forte con il trascorrere del tempo. Anche con le contaminazioni che sono via via più frequenti e la presenza più massiccia delle donne al fianco degli uomini. Ce ne siamo accorti alcuni giorni fa, con la prima donna che ha arbitrato una partita di Champions League ovvero quella tra Juventus e Dinamo Kiev diretta dalla francesce Stephanie Frappart.

Ma c’è stato un tempo in cui una donna avrebbe potuto giocare al fianco dei suoi colleghi maschietti. Il suo nome è Birgit Prinz, e chi segue il calcio femminile sa che stiamo parlando di una grande calciatrice. Se vogliamo fare un confronto con un collega al maschile, potremmo metterla sullo stesso piano di un Lewandowski, sia per caratteristiche fisiche che per media realizzativa. E dire che avrebbe potuto giocare proprio in Italia.

L’idea di Gaucci

Per raccontare questa storia dobbiamo tornare indietro di ben diciassette anni. Era l’estate del 2003, e il Perugia si apprestava ad affrontare un’altra stagione in serie A. Tra le altre cose, nessuno avrebbe potuto immaginare che – dopo quel campionato – gli umbri non sarebbero più tornati nella massima serie. Luciano Gaucci, il vulcanico patron della formazione biancorossa, stava cercando di dare un tocco di originalità alla sua squadra.

Era stato lui, un anno prima, a rescindere il contratto del coreano Ahn, reo di aver realizzato il gol che aveva estromesso l’Italia dai Mondiali. Ma questa volta il colpaccio doveva essere forte, a livello mediatico e non solo. Gaucci voleva ingaggiare la prima calciatrice della storia del calcio mondiale. E così aveva messo nel mirino quella che, all’epoca dei fatti, era la più forte di tutte, proprio Birgit Prinz.

Tentativo a vuoto

Gaucci sosteneva che “nessun regolamento vieta a una donna di giocare con i maschi”. Così partì la corte serrata dal presidente del Perugia alla forte attaccante tedesca. Tra le altre cose la Prinz fu individuata dopo i ‘no’ ricevuti da due svedesi, Victoria Svensson e Hanna Ljungberg, le quali si erano dichiarate ‘non pronte’ ad affrontare gente come Nesta e Maldini. Ma le cose andranno male, anche per colpa del procuratore della giocatrice.

Andreas Rink, infatti, si opporrà in maniera ferma a questo colpo a metà tra l’esotico e l’assurdo. Nonostante un contratto da 100mila euro per sei mesi e la tentazione che si era innestata nella mente della Prinz, niente si è riuscito a concretizzare. Proprio la giocatrice, forse pressata da soggetti esterni, dà l’annuncio: “Amo troppo il calcio per rischiare di essere schierata al massimo per pochi minuti in una squadra maschile”.

Con buona pace di Gaucci, che nel frattempo farà una campagna acquisti piuttosto scadente nel mese di gennaio per il suo Perugia, costretto al playout contro la Fiorentina per restare in serie A. La doppia sconfitta condannò gli umbri alla serie B, ma ben presto il vulcanico patron andrà via.

Se volete seguire altre notizie sul mondo del Calcio cliccate QUI.

Fonte immagine: Twitter

Francesco Cammuca

Sommario
Quando Gaucci provò a portare in Italia un calciatore donna
Titolo
Quando Gaucci provò a portare in Italia un calciatore donna
Descrizione
La storia di Birgit Prinz, una delle più forti calciatrici di sempre, e del suo mancato approdo a Perugia. L’ennesima follia del vulcanico Luciano Gaucci.
Autore