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Il Valencia si scaglia contro Gasperini: “Era positivo in Champions, doveva avvertire”

Fonte immagine: Pixabay

È guerra aperta, ovviamente sul piano verbale, tra la dirigenza del Valencia e Gian Piero Gasperini. Ad accendere la miccia è stato l’allenatore dell’Atalanta, che sotto la sua guida ha eliminato proprio la formazione spagnola per accedere ai quarti di finale di Champions League. Il mister piemontese ha rivelato, ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, di avere il sospetto di avere il coronavirus in occasione della gara di ritorno giocata in un “Mestalla” vuoto.

Il giorno della partita non stavo affatto bene – ha dichiarato Gasperini – . Il pomeriggio stavo anche peggio. In panchina non avevo una bella faccia. Le due notti successive a Zingonia ho dormito poco. Non avevo la febbre, ma mi sentivo a pezzi come se l’avessi avuta a 40°“. Una situazione a dir poco pericolosa, visto che sono in molti a sostenere che la gara di andata, disputata a San Siro, è considerata uno degli epicentri della diffusione del Covid tra Italia e Spagna.

Non poteva farsi attendere la replica da parte del Valencia, attraverso un duro comunicato con cui viene attaccato Gasperini. In particolare, i vertici del club spagnolo sostengono che l’allenatore dei nerazzurri avrebbe dovuto avvertire in primis il suo club sulle sue condizioni di salute, visto l’alto rischio di contagio che circolava sia in Italia che in Spagna, visto che i giorni prima e dopo la gara erano ancora giorni in cui le contromisure per affrontare il Covid non erano al top.

Siamo sorpresi – si legge nella nota – dal fatto che l’allenatore, sia il giorno prima che il giorno della partita del 10 marzo al Mestalla, era a conoscenza di avere sintomi presumibilmente compatibili con il coronavirus e non abbia preso misure preventive, mettendo a rischio, se quello fosse stato il caso, molte persone durante il suo viaggio e soggiorno a Valencia”.

Il Valencia ha aggiunto alcuni particolari per difendere il modo in cui è stata fatta disputare la partita. Come il fatto di non aver dato il via libera all’afflusso di pubblico, le misure rigorose fatte osservare nelle strade che circondano il “Mestalla” e l’obbligo delle autorità sanitarie spagnole di prevenire il rischio di contagio, proprio in presenza di persone provenienti da un’area a rischio.

In ogni caso Gasperini non è mai risultato positivo ad alcun controllo, almeno in forma ufficiale. L’unico tesserato dell’Atalanta ad aver contratto il Coronavirus è il portiere Marco Sportiello, risultato comunque negativo al tampone eseguito dopo aver osservato la quarantena. E lo stesso club orobico ha voluto replicare: “In occasione della partita tutti i protocolli di sicurezza erano stati rispettati e che il tecnico non aveva mai avuto febbre o problemi respiratori prima e durante il soggiorno in Spagna”.

Francesco Cammuca

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