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Gascoigne ed il suo disturbo ossessivo compulsivo.

L’ex della nazionale inglese andava fuori di testa anche per una tazzina di caffè.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @paul_gascoigne8

Il disturbo ossessivo compulsivo è qualcosa che attanaglia molti di noi, anche senza rendercene sempre conto, ci porta a fare delle scelte e a compiere delle azioni che spesso agli occhi degli altri risultano assurde.

Questo è anche il caso di Gascoigne: a parlare è uno dei suoi ex compagni che racconta un aneddoto per il quale fu costretto a guidare per centinaia di chilometri nella notta per recuperare…una tazzina da caffè.

A parte i suoi problemi legati alla dipendenza dall’alcol, che lo hanno portato anche nel tempo a dilapidare quasi totalmente il suo patrimonio, frutto di una bella carriera, l’ex centrocampista lotta da tempo con il suo disturbo ossessivo compulsivo.

Craig Hignett, suo ex compagno nel Middlesbrough a fine anni ’90, racconta: “Verso le 10 e mezza di sera, Gazza dice al suo amico Jimmy: ‘Vado a letto’. Quindi si alza, va in cucina e guarda la pila delle tazze da caffè. Ci sono solo cinque tazze, dovrebbero essercene sei. Torna e dice a Jimmy: ‘Perché ci sono solo cinque tazze da caffè? Non posso andare a letto sapendo che hanno perso una compagna’. Era il suo disturbo ossessivo compulsivo. Mettono a soqquadro la casa, guardano ovunque, non riescono a trovarla. Allora Jimmy dice: ‘So cos’è successo. Andy ce l’ha nella borsa. È andato a casa, ce l’ha nella borsa’. Gazza ha detto: ‘Ok, vai a prenderla allora’. ‘Jimmy ha risposto: ‘Beh, vive a Birmingham. Siamo a Seaham. Ci vogliono tre ore per andarci’. Gazza ha detto: ‘Sì, io non posso andare a letto sapendo che c’è una tazza là fuori senza le sue compagne. Vai e prendila’…”

Il problema era che la strada non era mica breve…ben 600 chilometri dal Nordest dell’Inghilterra fino a Birmingham ed il tutto per recuperare una tazzina che si era accorto fosse mancante dalla sua pila di tazze e che era finita dell’abitazione di famiglia di un altro giocatore del Middlesbrough, Andy Townsend, con cui all’epoca conviveva.

Infatti aggiunge: “Quindi Jimmy guida per tre ore fino a casa di Andy Townsend. È notte fonda. Andy è a letto e sta dormendo, suona il campanello. Ha i cancelli elettrici, allora sua moglie lo ha svegliato: ‘C’è qualcuno alla porta, Andy’. Lui dice: ‘Sono le due e mezza di notte, perché c’è qualcuno alla porta?’ Comunque, si alza in boxer, con una mazza da baseball in mano. Guarda attraverso lo spioncino: c’è una pioggia battente e Jimmy sta lì fuori, bagnato fradicio. Andy apre la porta, dice: ‘Che cazzo vuoi?’ Jimmy ha risposto: ‘Beh, Gazza rivuole indietro la sua tazza da caffè. Non andrà a letto finché non avrà la tazza da caffè”. Al che Andy ha detto: ‘Mi stai prendendo per il culo?’ Jimmy gli ha risposto di no. Rientra in casa, prende questa tazza da caffè e la dà a Jimmy, che se ne va, guida altre tre ore, torna verso le quattro, cinque e mezza del mattino. Gazza è ancora sveglio a guardare la televisione. ‘L’hai presa, sì? Rimettila al suo posto’. Va a controllare, poi va a letto. Non sarebbe potuto andare a letto se non avesse visto che c’era”.

Il suo disturbo ossessivo compulsivo era talmente esteso che non poteva andare a letto se tutto non era prima in ordine. Almeno aveva dei buoni amici.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @paul_gascoigne8

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