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Francis Owen Garbett Williams: il prezzo di un sogno, tra vittorie e sconfitte.

Il chiaro e prezioso esempio di chi si è fatto da solo.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @williamsracing

Da diversi giorni, come ormai è noto, è venuto a mancare all’età di 79 anni, Sir Francis Owen Garbett Williams, l’uomo che per eccellenza ha incarnato al meglio nella sua vita il cliché del self-made man, tra mille sconfitte ma altrettante vittorie.

Già, perché per chi non lo sapesse ancora, il buon Williams nasce nel 1942, in uno scenario politico e sociale di guerra e controffensive, nella parte nord est dell’Inghilterra, da madre e padre di origini molto umili.

Partendo da lì, da quella piccola città di South Shields è arrivato in tutto il mondo, grazie alla sua passione per le macchine e per i motori, che è riuscito a trasformare in una delle fondazioni più importanti.

Fondatore delle scuderie inglesi di Frank Williams Racing Cars nel 1966, coltiva il suo amore verso questo mondo grazie ad un caro amico che gli da l’opportunità di guidare una Jaguar XK150 iniziando a fare gavetta come pilota, ma anche come meccanico, vagando tra la Formula 2 e la Formula 3.

Fu grazie alla sua audacia e ad un vecchio telaio che fece un salto in Formula 1, grazie a Piers Courage, ma fu sempre a causa della morte di quest’ultimo che le cose precipitarono improvvisamente.

Nutrendo un forte senso di colpa per il modo in cui Pier era passato a miglior vita, morì infatti nel GP di Olanda con una delle vetture da lui progettate, ebbe un periodo di smarrimento, rimase scosso molto profondamente; forse anche per questo i suoi successivi tentativi di sfondare con Iso Racing e Wolf-Williams (in collaborazione con Walter Wolf) non hanno funzionato, anche se il principale problema è sempre stata la presenza di un budget economico piuttosto ristretto, Williams infatti conduceva gli affari della scuderia da una cabina telefonica, dopo che gli staccarono le linee del telefono per non aver pagato le bollette.

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La scissione della Wolf-Williams rappresenta un altro punto triste e deludente per Williams, Walter Wolf infatti si era proposto di comprare il 60% della proprietà.

Così insieme a Patrick Head fonda la nuova scuderia, la Williams Grand Prix Engineering, l’attuale Williams Racing: le cose cominciarono ad andare piuttosto bene con le vittorie del Campionato mondiale piloti di Formula 1del 1979, 1980, 1981, da lì arrivarono poi fondi e successo.

Sponsor dell’Arabia Saudita, l’ingresso in Formula 1 come costruttore, il conferimento da parte della regina Elisabetta II del titolo di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico, di Cavaliere successivamente, l’incidente che lo costrinse su una sedia a rotelle, sono tutti eventi che hanno caratterizzato la vita di un uomo che ha lottato per il suo sogno e per la sua passione. Una vita di alti e bassi, che ha tolto e che ha dato, ma che l’ha portato a vivere serenamente insieme ai suoi figli i suoi ultimi giorni, anche se alla fine si sono ritrovati nella situazione di partenza, essendo così costretti a vendere la squadra alla americana Dorilton Capital.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @williamsracing