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Fognini non ci sta

Fonte immagine: *Flickr

Fognini non ci sta. Squalificato nel match del secondo turno a Barcellona, afferma di non avere offeso nessuno, semplicemente che stesse parlando con se stesso. Ha già fatto appello e, se verrà rigettato, si dice pronto a fare causa all’ ATP.

Non sapremo mai se sta dicendo il vero e, francamente, non ci cambierebbe la vita scoprirlo. Neanche la sua, per la cronaca, perché in termini di immagine sarà sempre quello che sacramentava come se non ci fosse un domani.

Poi, sul caso singolo, ci sta che possa avere ragione e, allora, giusto che, eventualmente, gli venga riconosciuta. Premesso che qui parliamo di reazioni, per quanto inopportune, nell’ ambito di una competizione sportiva e non di reati, se si trattasse appunto di reati il concetto sarebbe identico. Non è che perché uno ha precedenti specifici debba per forza essere colpevole. Magari hai rapinato sette banche, ma se ne rapinano un’ altra quando sei in vacanza con tua moglie e non c’entri, perché devi essere considerato colpevole? I precedenti, certo, generano sospetti, ma non sono una prova.

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Fognini è un fumantino, che ha retto le sorti del tennis italiano quando di bravi ne avevamo pochissimi e che ora sembra quasi avere ultimato il suo ruolo. Lo si vuole semplicemente considerare un rompiscatole meno forte di Sinner. Probabilmente sono vere entrambe le cose, nel senso che è un rompiscatole, sul campo, sia ben chiaro, e che Sinner è talmente forte che non è una colpa essere meno forte di lui.

Nel dubbio Fognini è uno stabilmente da primi venti al mondo, e direi che non è poco… Quindi prendiamolo per quello che è: un ottimo giocatore, che ogni tanto sbrocca. Ma se questa volta non lo ha fatto, non deve essere punito. Magari un’occhiata ai video per capire se è davvero colpevole non farebbe male. Io gli credo, perché quando ammetti ciò che sei, la volta che dici che non hai sbagliato probabilmente dici il vero.

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Fonte immagine: *Flickr.