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Flop and Goal – Madama va per la nona, ma che Milan!

Mancano solo quattro giornate alla fine del campionato più strano dalla sua fondazione. Ma a differenza di tutte le altre sue caratteristiche, la Serie A 2019/2020 ha un elemento di congiunzione con le otto annate precedenti. Cambiano le rivali, cambiano gli allenatori, cambiano le condizioni ma non cambia il padrone della massima serie. E la Juventus, superando una Lazio mai doma a prescindere dalle difficoltà di formazione, ribadisce la propria supremazia in ambito nazionale.

Ronaldo e Immobile sono da 30 e lode: trenta come i loro gol (in entrambi i casi con dodici rigori realizzati). Ma il portoghese ha qualcosa che in questo momento il bomber campano non ha, ovvero una squadra in grado di farlo vincere. A CR7 basta un rigore molto simile a quelli ottenuti contro l’Atalanta e un appoggio a porta vuota dopo lo strafalcione di Luiz Felipe e la fuga per la vittoria (con assist incorporato) di un Dybala scuro in volto per la sostituzione. E la Signora vola verso il nono sigillo.

Un sigillo che non è riuscita a negare l’Inter, ancora una volta arenata su un ostacolo quando c’era da cambiare marcia. C’è da dire che la Roma non è il Bologna o il Verona, ovvero squadre contro le quali i nerazzurri hanno scialacquato punti importanti. E c’è anche da dire che i giallorossi, dopo un ottimo secondo tempo, meritavano una vittoria negata dall’erroraccio di Spinazzola (che si sia ricordato del suo trasferimento prima fatto e poi saltato a gennaio?) e dalla freddezza dal dischetto di Lukaku.

E mentre l’Atalanta si ferma al cospetto di un’Hellas che sembra aver deciso cosa vuole diventare da grande, alle spalle delle prime quattro ormai certe di un posto in Champions si staglia la figura del Milan. I rossoneri sono la miglior squadra del campionato dopo la ripartenza. E se non ci fossero stati i due gol beccati nel primo tempo contro la Spal, parleremmo della principale candidata al quinto posto. Roma e Napoli tremano, anche perché il calendario rossonero degli ultimi quattro turni è in netta discesa.

È invece una salita ripida quella che attende il Lecce, che in un mix di sfortuna e carenze evidenti fallisce lo scontro diretto contro il Genoa. La reazione dopo il tracollo interno con la Fiorentina si vede tardi, ovvero quando capitan Mancosu replica all’erroraccio dal dischetto con la rete del momentaneo pareggio. Ma poi la Dea bendata premia la Genova rossoblu, con la carambola sulla schiena di Gabriel che vale tre punti sulla carta e forse cento sul morale del Grifone. Ma la strada non è poi così corta.

Non è corta, anzi è proprio finita, la strada da intraprendere per la Spal. Mister Di Biagio riesce anche nell’impresa di perdere contro un Brescia che, sulla carta, è ancor più inadeguato degli emiliani per organico e giocatori chiave. Ma alla fine Zmrhal regala alle Rondinelle tre punti che valgono un congedo quantomeno dignitoso dalla massima serie. Un congedo al quale non è costretta la Samp, semplicemente eroica nel rimontare due reti di svantaggio a Parma. Ancora applausi per Ranieri, al quale Ferrero deve quantomeno una cena…

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Francesco Cammuca