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Flamini verso un mondo più green: il calciatore più ricco della terra.

L’impegno dell’ex giocatore del Milan verso il pianeta ed il cambiamento climatico.

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Fonte immagine: Instagram

d oggi Flamini non gioca partite ufficiali da quasi due anni, senza però aver annunciato ufficialmente il suo ritiro.

Si è proposto recentemente al Monza di Berlusconi e Galliani, ai quali è molto legato: “Sarebbe bello aiutarli a conquistare la Serie A”, ha raccontato in un’intervista a Sportweek, ma la cosa non è andata a buon fine. 

Forse anche per questo esordì dicendo che la scelta giusta sarebbe stata proprio quella di lasciare gli scarpini al chiodo, dove sono appesi e dedicarsi alla sua attività da imprenditore.

Il suo obiettivo numero uno è quello di cercare di salvare il pianeta e proprio per questo non può dire di passarsela male.

“Il cambiamento climatico è qualcosa che ho osservato negli anni semplicemente constatando la quantità di plastica riversata sulle spiagge”, ha spiegato sempre a Sportweek Flamini. “Quando sono passato al Milan ho incontrato le persone giuste con cui condividere la mia preoccupazione e la voglia di fare qualcosa di concreto per cambiare le cose. Così è nata GF Biochemicals”, afferma il centrocampista. 

Proprio mentre giocava in Italia, intorno al 2008, ha maturato l’idea di poter investire dei soldi nel settore della bioeconomia, diventando così insieme a Pasquale Granata, il co-fondatore e project manager di GF Biochemicals, un’importante azienda con sede nei Paesi Bassi che produce derivati dell’acido levulinico. L’obiettivo? Contribuire alla realizzazione di un mondo più green.

Questa sostanza infatti consentirebbe la riduzione notevole di emissioni di monossido di carbonio e cosa molto più importante permetterebbe la produzione di un tipo di biocarburante molto simile al petrolio e quindi, nel lungo periodo, potrebbe sostituirlo.

L’investimento si è rivelato molto redditizio e ha portato la società a muoversi in un mercato valutato circa 30 miliardi di dollari l’anno, una cifra che sorpassa di gran lunga quella che guadagnava giocando a calcio, anche se non erano spiccioli nemmeno quelli.

La nascita del progetto: “Nemmeno la mia famiglia sapeva”

Flamini afferma che inizialmente nemmeno la sua famiglia era al corrente del progetto in corso, poiché avendo investito molti soldi era anche molto alto il rischio di perderli se si fosse rivelato poi un cattivo investimento, ma per avere successo devi prendere delle decisioni rischiose” afferma.

Indubbiamente è stata una scelta molto rischiosa ma ottima, considerando anche che nel 2016 GF Biochemicals ha rilevato Segetis, il principale produttore americano di derivati dell’acido levulinico, che danno vita a prodotti di vario genere: plastificanti destinati a PVC e bioplastiche, aromi, prodotti per la cura della persona, detergenti, formulazioni agrochimiche, materiali per adesivi.

Flamini ha anche co-fondato il primo e-magazine al mondo interamente dedicato alla sostenibilità, “The BioJournal”. Fa anche parte del Comitato di eccellenza ambientale per la candidatura di Parigi come sede delle Olimpiadi estive 2024. 

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Fonte immagine: Instagram

Sommario
Flamini verso un mondo più green: il calciatore più ricco della terra.
Titolo
Flamini verso un mondo più green: il calciatore più ricco della terra.
Descrizione
Flamini appende gli scarpini al chiodo: al via la carriera da imprenditore verso la salvaguardia del pianeta che lo ha reso il calciatore più ricco del mondo.
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