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Da pizzaiolo a re dei procuratori: è morto Mino Raiola

Il mio incontro col procuratore Mino Raiola

E’ morto Mino Raiola. Da pizzaiolo a re dei procuratori, questa è la sintesi. In mezzo c’è il cammino fatto per passare da una prosciutto e salciccia ad Ibrahimovic

L’ho conosciuto qualche anno fa a Montecarlo, ero in zona per un torneo di poker e sono finito con amici in un ristorante ben frequentato. C’era lui e una comune amica me lo ha presentato. “Mino, questo è Jack, un giornalista di Bologna?”. “Grande, la città dei tortellini! Ma non vorrai mica farmi un’intervista…?” Lo chiese ridendo e mi fece subito l’impressione di un personaggio coinvolgente, carismatico, alla mano, e smodatamente furbo.

Negli Stati Uniti dicono “da lui non compreresti mai una macchina usata”. Invece no, non mi diede l’impressione del disonesto, ma dell’affarista venuto dalla gavetta, e per questo incapace di mollare l’osso. Insomma, alla fine si formò un’unica tavolata quando cominciarono a saltare tappi di champagne ( tutto pagato da altri, a Montecarlo non vi consiglio di far gli splendidi, se non ne avete tanti…) e lui cominciò a raccontare aneddoti a raffica.

L’essenza è che tutti facevano la fila per farsi rappresentare da lui, perché ti poteva inserire in un pacchetto. “Vuoi Ibra? Però mi prendi anche Stupazzini e me lo giri in B. Il business era con Zlatan, ma lui era contento di trovare squadra anche a quelli meno bravi, che poi parlavano bene di lui. “Facevo il pizzaiolo, con che faccia mi dimentico di quelli che non hanno avuto le possibilità del campionissimo…?”. Mangiava moltissimo e se ne fregava, perché si rendeva conto che la vita gli stava dando ora ciò che non gli aveva donato prima. E poi, spietatamente, qualche giorno fa è tornata a riprenderselo.

E non dimentico di qualche racconto piccante, relativo a Presidenti che per ammorbidirlo in trattativa provavano a fargli bussare in camera da qualche amica compiacente. “ Eh, ma ballano milioni, secondo te mi faccio comprare da una ventenne lituana…? Sai quante ne arrivano per il solo fatto che sei potente e rappresenti i calciatori…? Io non ci casco!”. Chissà poi se mi ha detto la verità, io gli dissi che avrei tolto un 10000 a Ibra e li avrei dati alla lituana… Lui rise di gusto e mi chiese un paio di informazioni su due giocatori del Bologna, Nagy e Destro. Gli dissi che l’ungherese lo avevo soprannominato “fru fru”, perché faceva un po’ di rimescolo, ma non spostava mai e il marchigiano rischiava di diventare un oggetto misterioso.

Lui mi disse una cosa non banale: “è bravo a giocare a calcio, ma non è solo il calciatore che fa il procuratore, spesso è l’inverso. Devi toccargli le corde giuste, stimolarlo a dare il meglio raccontandogli di una trattativa con una grande squadra che invece non esiste. Può dargli la carica, e se gioca bene poi la grande squadra arriva e dopo ci penso io a fargli fare il contrattone!”. Anche a Destro? Chiesi io, un po’ sconsolato. A tutti, io sono Mino Raiola!

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Fonte immagine: *Profilo Instagram  @minoraiola