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La confessione di Drenthe: “Ho sette figli da quattro donne diverse”

L’ex del Real Madrid ne ha parlato a una TV spagnola

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Fonte immagine: Twitter

La storia recente del Real Madrid è stata costellati da grandi campioni e da uomini eccezionali, con i quali è stato ampliato ancor di più il palmares di un club già leggendario. Parliamo di gente come Cristiano Ronaldo, Sergio Ramos e tanti altri fuoriclasse, allenati da mister di grande spessore e dal grande carisma, come ad esempio Carlo Ancelotti e Zinedine Zidane. Ma i blancos hanno anche dato spazio a diverse meteore.

Soprattutto negli ultimi anni dello scorso decennio, in cui andavano rimpiazzati quelli che furono noti come Galacticos. Uno dei giocatori mai sbocciati nonostante l’arrivo a Madrid tra squilli di trombe è Royston Drenthe. L’esterno mancino olandese arrivava in Spagna con grandi ambizioni, sia da parte sua che da parte dell’ambiente. Ma alla fine non riuscì a imporsi, anche a causa di una vita privata a dir poco turbolenta.

Sette bambini

Una vita privata che non sembra essere cambiata, nonostante nel frattempo Drenthe abbia girato diverse squadre. Fino ad arrivare al Real Murcia, formazione spagnola di terza divisione tra le cui fila milita attualmente. “L’obiettivo è dimostrare che non sono qui per prendere in giro nessuno, arrivare a fine stagione e capire cosa dirà il mio corpo. Devo riprendere pian piano, ma non sono in condizione di giocare, penso di dover perdere tre chili. Ma da lunedì, dieta. Purtroppo ho sempre mangiato molto, le mie zie cucinano molto bene”.

Ma la confessione sul suo stile di vita è un’altra, ed è ben peggiore. Drenthe, infatti, ha ammesso di essersi… dato da fare fuori dal campo: “Ho sette figli con quattro donne diverse, ma adesso sono single”. Una frase buttata lì a cuor leggero, ma che dice tutto sul Royston fuori dal campo. E sul periodo al Real Madrid, non sembra avere grossi rimpianti: “Ho bellissimi ricordi, Madrid è casa mia. All’inizio il mio migliore amico era Robinho e poi c’era anche Guti”.

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Fonte immagine: Twitter

Francesco Cammuca