Novak Djokovic è tornato a trionfare in una prova del Grand Slam. E il pianto di gioia a fine partita dimostra il suo coinvolgimento emotivo: “Quando sono andato nel box della mia squadra sono crollato dal punto di vista emotivo e ho pianto, in special modo con mia madre e mio fratello quando li ho abbracciati. Anche perché fino a quel momento non mi ero concesso distrazioni extra tennistiche o anche di altro genere, come problemi fisici”.
Il campione serbo ha fatto capire che non è stato facile per lui affrontare gli Australian Open. Soprattutto sul piano mentale: “Rimanere concentrato e prendere le cose giorno dopo giorno per vedere dove sarei potuto arrivare ha richiesto uno sforzo mentale enorme. Due settimane e mezzo fa non ero affatto convinto delle mie chance di vincere questo torneo, soprattutto per via della gamba. Era un gioco di sopravvivenza ogni match”.
Djokovic punta i record
Il ritorno in Australia ha portato bene a Djokovic, il quale esprime orgoglio per aver giocato su campi che ama: “Non vedevo l’ora di tornare qui; mi sento sempre alla grande in Australia. I miei risultati sono lì a dimostrarlo. Volevo tornare e giocare. So di potercela fare, il mio record all’Australian Open me lo ricorda sempre. Ho terminato la scorsa stagione nella miglior maniera possibile, giocando alla grande. E mi sono preparato al meglio”.
Ma qual è l’obiettivo per il ritrovato Nole? Dubbi non ce ne sono: “Mi motiva vincere quanti più Slam possibile. A questo punto della carriera, questi trofei sono il fattore che mi motiva di più a competere, senza dubbio. Ho ancora tante motivazioni. Vediamo quanto lontano mi porteranno. Non voglio fermarmi qui; mi sento benissimo e so che quando sto bene fisicamente e sono mentalmente presente, posso vincere qualsiasi Slam, contro chiunque”.
Cammuca
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Fonte immagine: Profilo Instagram @atptour / djokernole