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Djokovic: gli allenamenti sono stati blindati a Wimbledon.

Niente tifosi, niente giornalisti. Così aveva parlato il tennista.

Fonte immagine: Profilo Instagram @wimbledon

A Wimbledon quest’anno si è respirata un’atmosfera piuttosto particolare: come è stato già affermato gli allenamenti sono rimasti blindati, a nessun tifoso e nessun giornalista è stato concesso di entrare, e di sapere.
Ecco perché ci viene spontaneo chiedersi quale sia stata l’atmosfera che si è respirata sul campo da tennis più importante del mondo.
Sembra che all’inizio di qualche settimana fa, il padre di Alcaraz, lo spagnolo numero uno al mondo, abbia filmato da vicino i movimenti e le strategie di Djokovic, impegnato in una sessione di allenamento.
Su questo Djokovic si è espresso così: “Questa è la situazione in cui ci troviamo tutti, le circostanze sono tali che non abbiamo privacy in allenamento, anche se a volte vorrei avere più privacy. Non c’è la possibilità di provare alcune cose, di comunicare più chiaramente con il mio staff. Il fatto è che non sei completamente rilassato in allenamento. Sai che i tuoi rivali sono lì, sai che tutti ti guardano e non sai cosa sta succedendo alle spalle. Ogni colpo viene misurato, valutato e valutato. Ciò, attraverso alcune analisi, che influiscono sull’eventuale incontro con Alcaraz o chiunque altro. È necessaria la concentrazione. Per me l’allenamento è come una partita. Porto quell’intensità anche all’allenamento. A volte l’atmosfera è informale se mi sento meglio, sto male invece
se è tesa. Di solito però non vuoi dare ai tuoi rivali l’impressione di essere debole, nervoso.
Il fatto è che siamo tutti molto concentrati“.
Certamente trovare la giusta concentrazione sarà stato più semplice con queste misure ma, purtroppo per lui, non è bastato a battere Alcaraz in finale, ma un secondo posto rimane sempre una impresa.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @wimbledon

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