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L’impostazione dei numeri sulla Wheel della Roulette

Fonte immagine: Pxfuel

La roulette è altresì nota nella propria denominazione, come “il gioco del diavolo”. Nella tradizione l’invenzione della Roulette è attribuita alla figura di un sacerdote vissuto nel Basso Medioevo. La leggenda invero narra che, vista l’impossibilità di sperimentare un sistema di vincita, questi si suicidò. Un epiteto, spesso riferitosi la Roulette, è il “Gioco del Diavolo”. L’etimologia per il predetto appellativo, originerebbe nell’addizionare i numeri della ruota (da 1 a 36). La somma infatti risulta pari al numero 666, “il numero della Bestia”.

Per la Roulette si registrano due tipologie di wheel. La prima detta “Americana” riporta 38 numeri (incluso il doppio 0), contro i 37, del tipo in uso nei casinò europei (incluso un solo 0).

I primi resoconti relativi la Roulette risalgono al 1796. Nel 1806, in Francia, aprirono i primi Casinò, cui seguì nel 1908, la Germania. Nel 1810, la Roulette è importata a New Orleans (Stati Uniti d’America). Da principio, nei casinò europei, era impiegata la versione di roulette con il doppio 0. Tuttavia, nel 1942, il direttore del Casinò di Montecarlo, Françoise le Blanc, per incentivare il gioco nel proprio casinò, soppresse il doppio 0. Scelta emulata dalle restanti case da gioco. È così che ebbe origine la roulette, oggi in uso nella maggior parte dei casinò in Europa.

Tale decisione, tuttavia, comportò il ridisegnarsi l’impostazione per i numeri nella ruota. Come erano impostati i numeri sulla ruota americana?

I numeri, sulla ruota, risultano disposti in ordine non consecutivo.

Per valorizzare la contingentale disposizione propria i numeri sulla ruota, fu evitatosi di disporre due numeri adiacenti, e sulla ruota, e sul tavolo verde.

Punto di partenza imprescindibile, fu l’alternanza fra caselle rosse e nere, motivatosi, soprattutto, in luce il fatto che lo 0 ed il doppio 0, erano rispettivamente rappresentati con il colore rosso e nero.

Primo atto fu il disporre i numeri partendo dall’1, oppostosi lo 0, quest’ultimo necessariamente indicato in rosso, dacché l’adiacente doppio 0 era rappresentato in nero.

Successivamente furono posizionati i numeri dispari, anch’essi in rosso, alternati a una distanza di 4 caselle gli uni dagli altri.

Ultimatasi la prima fila, fu proceduto il posizionarsi i numeri pari, posti dirimpetto il lato esterno della ruota, e pertanto, indicati in nero.

Nell’eludere l’omologazione cromatica per i numeri dispari dall’1 al 18, fu transitato il cromatismo (dal rosso al nero), e invertitane la disposizione, dopo la prima serie partendo dal primo numero prossimo lo 0.

Per impedire la prossimità per numeri della stessa unità (1 e 11, 3 e 13, ecc.), incipit per la nuova disposizione, fu il 13, lasciando l’11 da ultimo.

Riferendosi detto criterio, sul lato opposto la ruota, furono disposti i numeri pari (in colore rosso dal nero).

Così ultimati i primi 18 numeri corrispondenti la combinazione del manque, la disposizione per i numeri sulla ruota era, i dispari in una metà, ed i pari nell’altra. Dacché, sì facendo sarebbe risultata una metà della ruota con numeri dispari, e, l’altra, con pari, l’ordine per i numeri, sulla seconda metà, iniziò partendo dal numero 19.

Per preservare la distanza pari a 4 caselle i numeri dispari (nero) furono posizionati ripartendo dal rosso (pari). L’ordine fu il seguente: il sommarsi le caselle consecutive, del medesimo colore, deve essere pari a 37. Dopo il 14 (rosso) cosi, fu posizionato il 23 (rosso: 14+23 = 37), dopo il 16 il 21, dopo il 18 il 19 e dopo il 12 il 25. Tralasciando il 27, che avrebbe occupato l’ultima casella rossa disponibile.

Il medesimo procedimento fu parimenti iterato per i numeri consecutivi di colore inverso, posizionati sul lato dirimpetto la ruota. Trattandosi di numeri consecutivi fu rispettata la somma, pari a 37, nell’addizionarsi due numeri di colore nero (13+24, 15+22, 17+20, 11+26).

Da ultimo restava il posizionarsi la restante serie di numeri. Nell’evitare l’omologazione cromatica per i numeri dispari, si procedette nell’invertine la sequenza. Fu pertanto adottato il predetto criterio basato sul risultato pari a 37; indi: 2+35, 4+33, 6+31 e 8+29, lasciando in fondo il 10 (nero), giacché, dalla propria addizione, con l’adiacente numero 27 (rosso), la somma risultante è 37.

Infine, i numeri consecutivi, lato dirimpetto, di colore inverso: 1+36, 3+34, 5+32, 7+30, ed il 9, che sommatosi al 28, da 37.

Da siffatta combinazione, alla fine del 1700, ebbe origine la roulette in uso, oggi, nei casinò americani,

Quando Francois Blanc scelse di eliminare il doppio 0 per attrarre più clienti nel proprio casinò, ebbe il problema di due rossi attaccati (il 27 e l’1). Da ciò trasse l’idea quindi, di disporre i numeri in maniera più casuale. Tuttavia, non potendo mutare il colore associatosi a ogni numero (ormai consolidato), si concentrò sull’alternanza non solo tra nero e rosso, ma anche tra manque e passe. La ruota francese, oltre ad aver mantenuto l’impossibilità di giocare due numeri confinanti, ha messo all’opposto le coppie chance: Rosso/Manque, Nero/Passe, da una parte, e Rosso/Passe, Nero/Manque dall’altra.

A cura di JCA Academy

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Fonte immagine: Pxfuel

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Scritto da HiBet Social