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Dele Alli: l’ex giocatore del Tottenham svela alcuni retroscena tristi della sua vita.

Un’intervista unica e personale con Gary Neville.

Fonte immagine: Profilo Instagram @dele

Da qualche giorno è stata pubblicata un’intervista davvero toccante che ha a che fare con Dele Alli e la storia della sua vita: una storia toccante, triste, drammatica, raccontata con il cuore in mano per il podcast del telecronista inglese Gary Neville.

L’intervista si intitola «Ora è tempo di parlare» e si basa sulla storia di uno dei migliori prospetti del calcio inglese, protagonisti del Tottenham, colpito da una lenta e inesorabile discesa: una stagione mediocre all’Everton, il prestito al Besiktas e ora il ritorno ancora all’Everton.

Questo è un estratto della sua toccante storia:

“A sei anni sono stato molestato da un’amica di mia madre. Mia madre era un’alcolizzata. Sono stato mandato in Africa per imparare la disciplina e poi sono stato rimandato indietro. A sette anni ho iniziato a fumare, a otto ho iniziato a spacciare droga. Una persona anziana mi disse che non avrebbero fermato un bambino in bicicletta, quindi andavo in giro col mio pallone e sotto tenevo la droga. A 11 anni sono stato anche appeso da un ponte da un uomo. A 12 anni sono stato adottato, e da allora è stato come se facessi parte di una famiglia fantastica. Il mio passato è sempre stato me contro me stesso. Stavo vincendo la lotta, sorridendo, mostravo che ero felice, ma dentro di me in realtà tutte le volte stavo perdendo la battaglia. Un trauma è un trauma e il tuo corpo lo registra nel medesimo modo, non importa di cosa si tratti. Usavo sonniferi e alcol per intorpidire i sentimenti, ho deciso di andare in clinica perché sentivo che stavo perdendo la battaglia. Ringrazio il club che mi ha supportato.”

Una storia davvero toccante, triste, che ci fa comprendere come spesso il passato a che se lontano da noi, può ancora farci del male.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @dele

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