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Quando la Reggina debuttava in A e sconcertò la Juventus

Fonte immagine: Gentleman Ultra

Abbiamo visto i grandi e graditi ritorni in serie B di squadre che, in un certo senso, hanno fatto la storia o hanno fatto comunque fatto parlare di sé nel recente passato. C’è senza dubbio il Vicenza, che torna tra i cadetti proprio nell’anno in cui si celebra il 25esimo anniversario dello storico trionfo in coppa Italia. C’è il Monza di patron Silvio Berlusconi che cerca la seconda scalata della sua carriera. Ma non possiamo non dare un occhio di riguardo alla Reggina, la terza promossa di diritto.

La formazione calabrese ha letteralmente fatto innamorare gli appassionati di calcio che, a cavallo tra il secondo e il terzo millennio, non avevano una squadra per cui fare il tifo. Chi non aveva nel cuore Inter, Juventus o Milan, in quella stagione 1999/2000, simpatizzava senza alcun dubbio per la Reggina che si affacciava, per la prima volta nella sua storia, nell’Olimpo del calcio italiano.

Una squadra senza dubbio interessante, che aveva al suo interno giocatori che avrebbero poi fatto una carriera più che onesta. C’era Mohammed Kallon, il bomber della Sierra Leone gentilmente prestato dall’Inter. C’era Massimo Taibi, in cerca di riscatto dopo l’annata nera a Manchester e capace anche di segnare un gol in riva allo Stretto. C’era Roberto Baronio, reduce dalle campagne straordinarie da capitano dell’Under 21 azzurra.

E poi c’era un certo Andrea Pirlo, che l’anno prima si era laureato all’università del calcio italiano giocando con l’Inter e affiancando campioni del calibro di Ronaldo, Baggio e Zanetti. Ma campione lo sarebbe diventato anche lui, sette anni dopo l’approdo a Reggio Calabria, quando avrebbe alzato sotto al cielo di Berlino la Coppa del Mondo con la Nazionale di un personaggio che incontreremo di nuovo in questa storia, Marcello Lippi.

L’inizio del cammino della Reggina in serie A fu folgorante. Bisognava andare allo stadio Delle Alpi di Torino per affrontare la Juventus di Zidane, Inzaghi e Del Piero. Proprio SuperPippo portò in vantaggio i bianconeri nel primo tempo, ma in avvio di ripresa accadde l’incredibile: calcio d’angolo di Pirlo, colpo di testa nel cuore dell’area di Kallon, il portiere van der Sar resta fermo e la palla si insacca. 1-1: gli amaranto escono imbattuti dalla prima, storica e difficilissima gara della storia in A.

Quello fu un campionato straordinario, con risultati come il pareggio anche sul campo del Milan campione in carica e sempre a san Siro contro l’Inter. E poi la Reggina entrò nella storia di quel campionato, seppur dalla porta di servizio. L’ultima gara stagionale si giocò all’Olimpico contro la Lazio: gli amaranto, ormai salvi, persero per 3-0 e lasciarono qualche speranza ai capitolini. Poi le notizie da Perugia, la Juve che perde e l’aquila biancoceleste che diventa campione d’Italia.

La seconda stagione non fu altrettanto esaltante come la prima, la Reggina arrivò quartultima e fu costretta a dire addio alla serie A. Ma l’inizio della seconda cavalcata amaranto nella massima serie fu incredibile. Al “Granillo” sale l’Inter di Marcello Lippi e con Pirlo inizialmente in panchina. Recoba (sempre lui contro i calabresi) segna lo 0-1, ma nel finale di primo tempo Marazzina pareggia. Dagli spogliatoi torna una super Reggina e un’Inter molle: Possanzini si fa beffe della difesa nerazzurra, spara una bomba sotto la traversa e fa esplodere la curva amaranto.

La partita finisce 2-1, Reggio Calabria sogna e Lippi perde le staffe in conferenza stampa: “Fossi nel presidente prenderei i giocatori a calci nel culo e caccerei l’allenatore”. Esattamente quello che Moratti fece: il viareggino fu esonerato. E i tifosi reggini ancora ricordano con affetto quei momenti, in attesa di viverli ancora una volta.

Fonte immagine: Gentleman Ultra

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Francesco Cammuca