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La donna che giocava a freccette, il Monza in Serie B senza tatuaggi e Datome vicino ad Armani

Fonte immagine: Pixabay

La donna che sfidò gli uomini a freccette

Il mondo delle freccette è piuttosto variopinto, tanto che, chi ha frequentato i mastodontici pub del Regno Unito in cui è possibile prendere parte da spettatori ai tornei più importanti della specialità, potrebbe non ricordarsi nulla, visto che tra i banchi dei viandanti tutto può mancare tranne che pinte e pinte e pinte di birra.

Eh già, la specialità della casa di un campionato del mondo di “Darts”, oltre che il classico speaker che festeggia gli “onehundredandeeeeeeeeeighty”, è il fiume di birra che scorre tra i tavoli che fanno da cornice al campo di gioco.

Questa però è la storia di Fallon Sherrock una delle sole due donne a partecipare al mondiale di freccette, il World Darts Championship di Londra, che fece la storia grazie alla sua vittoria al first round contro un uomo, Ted Evetts.

Ricordate la storia di Bradbury, il pattinatore che vinse la medaglia d’oro alle Olimpiadi di pattinaggio grazie a cadute, eliminazioni ed errori macroscopici degli avversari? Ecco, non siamo su quei livelli, ma la strada di percorrenza è parallela…

La donzella in questione non partiva certo coi favori del pronostico e l’inizio della sfida non fu esattamente esaltante.

I primi due lanci mancarono completamente l’obiettivo, un dardo colpì una cornice sul muro. Al terzo tentativo fece segnare un mastodontico “3”, che suscitò l’ilarità della platea.

Il primo del successivo trittico di lanci volò di traverso sul bersaglio grosso e si impigliò nei capelli di una ragazza che passava di lì, il secondo arrivò bello pieno su un bicchiere di birra di uno spettatore e il terzo colpì finalmente una parte buona del bersaglio, ma cadde miseramente tra i piedi dell’arbitro.

Nel frattempo il suo avversario decise di andare in bagno, per poi tornare sul box di gara e inciampare su uno degli scalini infortunandosi senza poter prendere parte alla gara.

Fallon passò il turno…

 

Monza in B

Alzi la mano chi si è dimenticato le parole di Silvio Berlusconi che, all’indomani della sua scelta di dare una mano al Monza, prelevandolo dalla precedente gestione nel settembre del 2018, catechizzò i giocatori prendendoli uno ad uno come un buon padre di famiglia.

Mi raccomando ragazzi, ordinati in campo, niente tatuaggi e capello corto”.

Il solito stile del Cavaliere, sempre ligio al controllo delle squadre di cui è stato proprietario, Milan in testa

Alla storia sono passati i diverbi con quasi tutti gli allenatori che si sono seduti nella panchina più importante plasmata dall’ex Presidente del Consiglio, quella di colore rosso e di colore nero.

Ma la nuova avventura targata Fininvest ha ricevuto i crismi di un riconoscimento che era esattamente l’obiettivo di inizio stagione, il passaggio in Serie B.

È notizia di ieri, infatti, che il Monza, storica squadra fondata nel 1912, rifondata nel 2005 e rifondata ancora una volta nel 2015, ha messo in tasca il lasciapassare per disputare il campionato cadetto in quella che dovrebbe essere, si spera, la stagione 2020/2021.

Alla guida della squadra c’è Cristian Brocchi, molto vicino al presidente della squadra Berlusconi, questa volta Paolo, oggetto di lusinghe di ogni tipo da parte della dirigenza e dei tifosi brianzoli.

Seppure la promozione sia arrivata non proprio sul campo, la stagione era comunque instradata già nel migliore dei modi e mancava solo e soltanto la matematica per sancire il passaggio nella cadetteria.

Adesso i tifosi possono sognare, anche perché i proclami della proprietà non si sono fatti attendere. Squadra da vertice anche in Serie B per puntare nel giro di poche stagioni, possibilmente una sola, alla scalata verso la massima serie.

 

Datome a Milano si può fare

È della settimana scorsa la notizia che la squadra di Re Giorgio Armani è seriamente interessata a riportare in Italia uno dei talenti più cristallini che hanno dominato la scena europea negli ultimi anni, Luigi Datome. La novità è che sembra che il percorso non sia lontanissimo da una sua conclusione positiva.

Nato a Montebelluna il 27 novembre del 1987, “Gigi” è cresciuto cestisticamente nella santa Croce di Olbia per poi trasferirsi ancora giovanissimo alla corte di Carlo Recalcati in quel di Siena.

Vi risparmiamo tutta la sua carriera che potrete trovare un po’ ovunque, ma vi è naturalmente da rendere omaggio al suo passaggio in NBA prima a Detroit e poi ai Celtics, prima di approdare nel Fenerbahce di Istanbul che è diventata la sua casa dal 2015.

In Turchia, oltre a tre campionati nazionali, Datome ha contribuito a vincere un’Eurolega al termine della stagione 2016/2017.

Adesso, dopo la chiusura del campionato italiano di pallacanestro, Datome è diventato l’oggetto del desiderio della Armani AX Exchange Milano, anche grazie all’ok di coach Ettore Messina.

Il contratto dell’Ala azzurra scadrebbe nel 2022, ma questo non sarebbe un problema visto il fortissimo interesse della AX.

Il nodo da sciogliere è invece quello che fa capo alle decisioni del General Manager dei turchi Maurizio Gherardini che dovrà fare anche i conti con i voleri dell’allenatore dei Fener, il vulcanico Zeljiko Odradovic al quale, leggendo i rumors di questo eventuale passaggio, sarà già diventato paonazzo in viso come nelle migliori sfuriate contro i suoi giocatori durante le partite di Eurolega!

Staremo a vedere

Andrea Borea

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Fonte immagine: Pixabay

Andrea Borea

Scritto da Andrea Borea

Editorialista, scrivo di sport e di attualità da 25 anni, appassionato di basket NBA, poker sportivo, betting, podcast e di libri. Se rotola, mi troverete lì.