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DAL PSV ALLA COREA DEL SUD: i grandi successi di Hiddink

Le grandi imprese dell’allenatore olandese, che ha di recente posto fine alla sua carriera.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @goal_korea

L’avvento della pandemia ha condizionato molto l’operato di tantissimi professionisti del mondo del calcio. Guus Hiddink è uno di questi, 74enne e ormai ex CT della Nazionale del Curaçao, che ha deciso di porre fine al suo incarico da allenatore dopo quasi quarant’anni:

Ultimamente, con la pandemia, non ho lavorato molto. Ho parlato con il presidente della Federazione di Curaçao e abbiamo deciso di interrompere la nostra collaborazione. Ma ho intenzione di smettere del tutto.

Per l’allenatore olandese sono stati tanti i successi e le imprese che lo hanno visto protagonista: qui di seguito, ne andremo a narrare due in particolare che lo hanno reso davvero celebre.

IL “TREBLE” CON IL PSV EINDHOVEN (1988)

La carriera da allenatore di Guus Hiddink ha inizio nel 1981, quando inizia a ricoprire il ruolo di viceallenatore nel De Graafschap, squadra che più lo ha esaltato nelle vesti di calciatore. Nel 1982, dopo un anno di apprendistato con i bianco-blu, Hiddink viene chiamato per fare il vice a Jan Reker al PSV Eindhoven, ruolo che ricoprirà fino al 1987, anno in cui salirà di grado diventando allenatore in prima dei biancorossi.

Sarà proprio l’annata 1987-1988 a fare salire alla ribalta l’allenatore olandese, che riuscirà a conquistare con il PSV il prestigiosissimo “treble”, impresa riuscita solo a sette squadre nella storia del calcio.

Hiddink legherà molto la sua carriera da allenatore al PSV, tanto da farci ritorno altre due volte dopo il suo primo addio nel 1990 (nel 2002 e nel 2014 come consulente), vincendo tanto in tutti e tre i mandati.

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I MIRACOLI NAZIONALI: COREA DEL SUD (2002)

Ma è anche con le nazionali di calcio che Hiddink ha fatto parlare di sé.

Dopo un quarto posto conquistato con la sua Olanda nei mondiali francesi del 1998, Hiddink assume la guida della nazionale sudcoreana nel 2001, con il fine di prepararla al meglio in vista dei mondiali casalinghi del 2002. Sarà proprio quest’ultima competizione che farà entrare di diritto nella storia del calcio asiatico Hiddink: riuscirà, infatti, a trascinare le tigri asiatiche fino al quarto posto finale (miglior risultato di una nazionale asiatica in un mondiale ndr), eliminando squadre di caratura mondiale, come Portogallo, Italia e Spagna, anche con qualche aiuto arbitrale di troppo (ben noti, gli arbitraggi di Byron Moreno e Gamal Al-Ghandour rispettivamente nelle partite contro Italia e Spagna ndr). L’impresa fu talmente tanto celebrata in terra coreana da intitolare l’impianto di Gwangju (teatro di Spagna-Corea Del Sud ndr) a nome dell’allenatore olandese.

Dopo la Corea, Hiddink allenerà altre due nazionali: l’Australia e la Russia. Con la prima, Hiddink compirà un’altra impresa, riuscendo a qualificare la nazionale oceanica ad un mondiale dopo 32 anni, mentre con la seconda raggiungerà un podio inaspettato negli Europei del 2008.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @goal_korea

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Hiddink: Le grandi imprese dell’allenatore olandese, che ha di recente posto fine alla sua carriera.
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