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La confusione di Max

Juventus in grande affanno, il distacco dalla vetta si fa sempre più ampio e le idee sembrano sempre più annebbiate…

A Max Allegri servirà fare chiarezza
Fonte immagine:  *Pagina Facebook Juventus

Come cambiano in fretta le opinioni. Soltanto una settimana fa eravamo qui a elogiare la Juventus di Allegri per la capacità di aver vinto quattro partite consecutive tra campionato e Champions, tutte con il minimo scarto, senza fare troppo spettacolo ma con una ritrovata compattezza di squadra. Sono bastati un pareggio strappato per i capelli a San Siro e la sconfitta interna col Sassuolo per rimettere tutto in discussione e far emergere i soliti malumori di chi non apprezza il calcio del tecnico livornese.

Colpe ben distribuite

La premessa è d’obbligo. Allegri ha accettato l’incarico di tornare alla Juventus ben consapevole di avere una rosa meno qualitativa di quella che aveva lasciato 2 anni prima con l’aggravante della partenza di Cristiano Ronaldo che è stato sostituito dal modesto Kean. Se passi da Sarri a Pirlo per poi tornare all’antico è evidente che il progetto di migliorare la qualità del gioco sia stato accantonato e che la società abbia chiesto ad Allegri di tirar fuori il massimo da questa rosa, ben consapevole che ci fossero delle lacune. Se ne facciamo un discorso tattico è piuttosto lampante che Max abbia una coperta cortissima, resa ancora più risicata dagli infortuni. E dopo un inizio shock ha cercato di fare necessità virtù partendo da ciò che gli viene meglio, ossia difendere. E in effetti la Juve vista con Torino, Chelsea e Roma ha dato la sensazione di essere ben equilibrata e quasi imperforabile. Quelle prestazioni hanno illuso l’ambiente, tutti convinti che fosse sufficiente compattarsi e concedere pochi spazi agli avversari per risolvere tutti i problemi.

Non basta difendersi

E invece i nodi sono emersi in maniera inesorabile sia a San Siro che nella sanguinosa sconfitta dell’infrasettimanale col Sassuolo. Contro l’Inter la Juventus ha lasciato l’iniziativa ai nerazzurri lasciando addirittura Chiesa e Dybala in panchina. Tre giorni dopo Allegri ha schierato il solito 4-4-2 con Morata e Dybala in attacco e Chiesa esterno destro, quasi a furor di popolo.

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La Juventus è partita forte cercando di pressare alto il Sassuolo ma col passare dei minuti si è disunita ed è emerso il palleggio degli uomini di Dionisi che ha mandato in tilt i bianconeri visto che Rabiot non è un esterno sinistro, che Chiesa diventa innocuo a 30 metri dalla porta avversaria e Morata è lontanissimo dalla migliore condizione. Allegri ha cercato di rendere la Juve più offensiva con l’ingresso di Cuadrado, più per necessità che altro, ma la controindicazione è stata quella di scoprire il fianco per le ripartenze neroverdi. Nonostante tanta buona volontà e un Dybala ispirato la Juventus ha creato poco arrivando al pareggio su un calcio piazzato e la frenesia degli ultimi minuti ha generato il contropiede che ha portato al gol di Maxime Lopez per il definitivo 1 a 2.

Come se ne esce?

Nel post-partita il buon Max non ha cercato alibi ma sarebbe opportuno che facesse chiarezza su come intende venir fuori da questo momento complicato considerate le assenze (Kean acciaccato, De Sciglio ne avrà per un mese) e il fatto che alcuni giocatori siano fuori condizione e totalmente estranei alla squadra. Stupisce ad esempio il fatto che non riesca a trovare una collocazione definita e continuativa per Kulusevski, utilizzato come seconda punta e come esterno alto ma mai nella posizione di mezzala, probabilmente la più congeniale al talento svedese. Per non parlare di Ramsey, divenuto oggetto misterioso della rosa bianconera pur essendo impiegato puntualmente con la sua Nazionale, con discreti risultati. E che dire di Locatelli, acquisto tanto desiderato che avrebbe bisogno di maggiore supporto nella zona nevralgica del campo, reparto dove la Juventus è particolarmente carente dal punto di vista tecnico e l’unico in grado di garantire inserimenti costanti è McKennie, oggettivamente troppo poco.

Tanti, troppi interrogativi, pochissimo tempo per risolverli visto che il distacco dalle prime due della classe, Milan e Napoli, è salito a 13 punti e davanti ai bianconeri ci sono ben 6 squadre. La Juventus già dal prossimo turno è attesa in trasferta dal lanciatissimo Verona dell’ex Tudor. Servirà chiarezza, fissare i punti fermi e ripartire dalle certezze, a patto che ce ne siano ancora.

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Fonte immagine:  *Pagina Facebook Juventus