in

Il disastro del Barcellona in 5 punti

Male in Liga. Male in Champions. Sommersa dai debiti e con un futuro incerto. Un Barcellona senza via di uscita vive la sua peggiore crisi di sempre

Il Barcellona sta attraversando una grande crisi
Fonte immagine: * Pagina Instagram @fcbarcelona

Una delle stagioni peggiori di sempre, quella iniziata dal Barcellona. E non solo dal punto di vista sportivo, dove tra campionato e Champions tutto sta girando male, ma anche se non soprattutto per le prospettive che il futuro riserva.

  1. La Liga – Siamo solo all’inizio del campionato e tutto è ancora aperto. La classifica poi non è ottima ma ampiamente recuperabile, soprattutto perché non sembrano esserci poi tante squadre realmente competitive in questa stagione. Ecco perché i tre pareggi su sei partite tutti ottenuti con formazione della parte destra della classifica, fanno pensare a qualcosa che non funziona nel profondo. un gioco non brillante, una convinzione che manca e che senza Messi ha perso anche l’unico in grado di spostare gli equilibri, e probabilmente anche qualche timore proprio per una situazione societaria quanto mai disastrosa. Insomma forse manca la condizione fisica, ma non è certo solo quello il problema.
  2. La Champions – La conferma del livello mediocre della squadra, arriva dalla Champions. Se in patria le sfide con squadre comunque meno attrezzate sono alla portata, ecco che contro le formazioni pronte per l’Europa che conta le lacune diventano voragini. In due partite zero punti, zero gol fatti e sei subiti. Due sconfitte nette, di cui una contro il Bayern (che si poteva mettere in conto, anche se lo 0-3 casalingo è pesante) e una contro un Benfica che non è esattamente il PSG, ma è stato capace di non fare vedere palla ai blaugrana (3-0). Insomma anche qua nulla è perduto, ma certo la strada si è parecchio complicata e sarebbe un danno devastante perdere anche questi introiti.

Leggi anche...  LE PEGGIORI STAGIONI DELLA JUVENTUS

  1. Il Salary Cup – Se la cessione di Messi è stata necessaria proprio per venire incontro a un monte ingaggi faraonico e ormai non più sostenibile, purtroppo le notizie sono che non basta ancora. Il prossimo salary cup per il Barcellona recita un passaggio dai 382 milioni della scorsa stagione, ai futuri 97 di questa in corso. Più che pensare alle entrate quindi, c’è da organizzare altre uscite. E se le cose continueranno così, faranno a gara. Il peggio e la beffa poi, è che nel mentre non solo il Real Madrid ha invece incrementato il monte ingaggi da 460 milioni fino ai 740 circa (quindi tenendosi spazio per eventualmente far arrivare sia Mbappè che un altro big, Haaland magari), ma anche altre compagini spagnole hanno scavalcato i catalani (il Siviglia con 200 milioni, l’Atletico con 170, persino il Villareal e il Real Sociedad intorno ai 140). Ci sarà quindi da soffrire.
  2. Il super debito – Al netto del possibile arrivo di un investitore che si accolli in toto il debito dei catalani (si parla di un fondo di Dubai), al momento la cifra è astronomica: 1.350 milioni di euro circa. Impossibile con un deficit del genere riuscire a organizzare anche solo una campagna acquisti degna di tale nome. Impossibile muoversi, rifinanziare, costruire un futuro.
  3. Il cambio di allenatore – La situazione economica è così grave, che persino l’idea di sostituire un Koeman totalmente sfiduciato dalla dirigenza, sembra una chimera. Troppi i 6 milioni che da contratto riceverebbe l’allenatore in caso di sostituzione, troppe le mensilità ancora da pagare poi, troppi i milioni che si dovrebbero pagare a chi subentra. Quindi anche se la voglia di passare la guida c’è tutta (anche sei i giocatori sembrano essere con il mister), mancano i soldi.

Se volete seguire altre notizie sul mondo del Calcio cliccate QUI.

Fonte immagine: * Pagina Instagram @fcbarcelona

Sommario
Il disastro del Barcellona in 5 punti
Titolo
Il disastro del Barcellona in 5 punti
Descrizione
Male in Liga. Male in Champions. Sommersa dai debiti e con un futuro incerto. Un Barcellona senza via di uscita vive la sua peggiore crisi di sempre.
Autore