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L’ultima scalata di Marco Pantani: Courchevel divenne terra del Pirata

Fonte immagine: Flickr

È passato tanto tempo, anzi troppo, da quando Marco Pantani ci ha lasciato. Un campione straordinario al quale l’immaginario collettivo ha affidato fiducia cieca per tanti anni. Quelli in cui volava sulle strade di tutto il mondo, vincendo corse e accrescendo il suo valore e l’amore da parte degli appassionati italiani e sparsi in ogni angolo del pianeta. Ma alla fine la sua vita si è conclusa in maniera assurda, anche se sulla sua morte si continua a indagare.

E sono passati ben 20 anni da quando Marco Pantani alzò le braccia al cielo per l’ultima volta. La sua ultima volta arrivò in pieno stile piratesco, al Tour de France del 2000. Era la prima edizione del nuovo millennio, la prima in cui un americano arrivato quasi dal nulla difendeva il trono portato a casa nell’anno precedente. Un 1999 molto strano per il ciclismo internazionale, quello in cui Pantani fu usurpato di un Giro d’Italia ormai vinto e in seguito non invitato al Tour, pur da campione uscente.

Ma nel 2000 ci si attendeva la riscossa. Anche perché Pantani arrivava da un Giro d’Italia in cui si schierava da protagonista annunciato, salvo poi ritagliarsi un ruolo fondamentale nel trionfo del compagno di squadra Stefano Garzelli. E allora tutti si aspettavano un grande Marco ai nastri di partenza della Grande Boucle. Anche se l’inizio non fu affatto positivo, visto che al primo arrivo in salita ad Hautacam ci fu l’attacco decisivo di Lance Armstrong che stroncò le difese del romagnolo.

La nuova resa dei conti trova spazio in uno dei luoghi sacri delle scalate in bici, il Mont Ventoux. Sul monte calvo Pantani attacca l’americano a più riprese, poi rischia di farsi staccare ma finisce per arrivare in parata con lui che, in quanto maglia gialla, da regola non scritta lascia la vittoria al suo compagno di fuga. Un paio di giorni dopo Armstrong avrebbe dichiarato: “Non avrei dovuto fargli questo regalo, non provo stima per lui”. Che di fatto è stato come mostrare un drappo rosso a un toro.

E così, passano ancora un paio di tappe prima di arrivare a Courchevel. Davanti al gruppo della maglia gialla c’è un drappello di fuggitivi, tra cui un altro grande scalatore che nel frattempo è deceduto, ovvero Josè Maria Jimenez. Dal nulla, dal gruppo dei migliori, si stacca un ragazzo pelato in divisa rosa: è Marco Pantani! Lo scalatore di Cesenatico se ne va, in un primo momento sembra che venga lasciato andare da Armstrong ed al treno della Us Postal, ma ben presto ci si renderà conto che è l’azzurro ad andare troppo più forte degli altri.

Uno dopo l’altro, com’era nel suo stile nelle giornate migliori, Marco riprende e stacca tutti i fuggitivi della prima ora, compreso Jimenez. Il suo è un vero e proprio arrivo in parata. Chi lo tifa fin dal primo momento piange di gioia. Chi lo aspettava da un anno e mezzo può tornare a sorridere a urlare per lui. È il 16 luglio 2000, è la vittoria di Marco. Purtroppo, però, sarà l’ultima.

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Fonte immagine: Flickr

Francesco Cammuca