in ,

Chiacchierata con Claudio Chiappucci

Diretta Instagram con Claudio Chiappucci

Un onore intervistare Claudio Chiappucci, per tutti “El Diablo”.

Lo farò oggi in diretta alle 16 sulla pagina Instagram di Hibet social e non ho dubbi che verrà proposta ulteriore ampia diffusione, perché l’ospite merita tantissimo.

Avevo ventiquattro anni quando il nostro arrivò primo sul traguardo del Sestriere dopo una fuga di duecento chilometri: è giustamente considerata tra le più grandi imprese del ciclismo.

E del resto parliamo di un campione, con la C maiuscola, come si usa dire.
In realtà di anni ne avevo ancora 23, perché era il 18 luglio ( io li compivo meno di un mese dopo, ma questo conta zero… ) quando lui in un percorso che ricalcava quello che vide trionfatore Fausto Coppi quaranta anni prima staccò sia Indurain che Bugno e vinse la tappa. Praticamente restando in fuga per sei ore.

Alla fine la maglia gialla rimase ad Indurain, che poi vinse il suo secondo Tour de France, però l’impresa resta, è quella da raccontare ai nipotini.

Ma, attenzione, questo non è l’exploit di un outsider, ma il trionfo di un campione.
Si, certo, come una Davis del 76, o un Mondiale dell’82.

Mi farò raccontare da Claudio non una carriera costellata di ottimi risultati, ma un momento, quel momento, che entra nella storia non solo di uno sport, ma di un paese.

Del resto se intervistassi Tardelli partirei dall’urlo, quello del gol del 2 a 0 alla Germania.
Da quello che ha provato e che abbiamo provato noi italiani in quel momento.

Non c’è “Urlo di Munch” che tenga, per il mondo è un’opera meravigliosa, ma per noi “l’Urlo di Tardelli” è impareggiabile!

E allora non chiederò a Marco cosa provò nel 1982, ma a Claudio cosa provò nel 1992.
Lui, in quella Francia che lo stimava e lo amava per quella voglia di attaccare sempre, di andare oltre i propri limiti.

Pantani, Bugno, Argentin, Indurain, tutti nomi che usciranno nell’intervista, per capire come le rivalità sulle due ruote vengano dimenticate una volta scesi dalla bici, o come rimangano, e per capire il suo rapporto con Marco, che ci ha lasciato troppo presto.

Era il suo compagno di camera, qualcuno scriveva che si detestavano e non era vero.
E me lo disse proprio Pantani, con il quale divenni amico a Milano Marittima nel 2001.

Ricordo anche che mi disse: “Jack, se nessuno si dopa in salita me li mangio tutti, ma se lo fanno non posso più competere”.

Vi aspetto alle 16, in diretta sulla pagina Instagram di Hibet social!

Sommario
La diretta di oggi con Claudio Chiappucci
Titolo
La diretta di oggi con Claudio Chiappucci
Descrizione
Questo pomeriggio alle 16.00 saremo in diretta su Instagram di Hibet Social con Claudio Chiappucci, uno dei migliori ciclisti.
Autore