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Serie A: Crisi di nervi

Nella giornata in cui il Milan raggiunge il Napoli in testa alla classifica, molti allenatori perdono la pazienza. E siamo solo all’inizio…

Serie A: Milan e Napoli in vetta alla classifica
Fonte immagine:*Pagina Facebook Giovanni Simeone

La pressione talvolta può fare brutti scherzi. E non è un discorso che può essere circoscritto soltanto a chi siede sulle panchine di Serie A. Ma anche a chi è lì per giudicare. La stagione sta entrando nel vivo, ed esattamente dopo un quarto di stagione capita che alcuni dei più illustri mister nostrani vengano allontanati dal campo prima della fine del match, o qualcuno addirittura a partita finita.

E’ successo in una sola domenica a Gasperini, Spalletti, Mourinho e Inzaghi, ognuno per motivazioni diverse ma accomunati dal fatto che nessuno di questi è riuscito a portare a casa i 3 punti. A voler essere onesti, gli arbitri sembrano avere un livello di tolleranza davvero limitato visto che sia  l’allenatore bergamasco che il partenopeo sono rimasti particolarmente stupiti dal rosso subito, convinti di non aver fatto nulla per meritare un simile provvedimento. E il Gasp nel post-partita non le ha mandate dire, richiedendo ad alta voce un confronto con i direttori di gara per capirne le motivazioni. Difficile dargli torto, in nome della trasparenza.

Più difficile giustificare il tecnico portoghese e l’ex laziale visto che la platealità delle proteste ha reso l’allontanamento dal campo inevitabile.

E Pioli gongola…

Il tecnico rossonero, al termine del match col Bologna, non era meno adirato dei colleghi, ma non con l’arbitro bensì con i suoi ragazzi, incapaci di gestire un vantaggio di un uomo e di due reti al termine di un primo tempo gestito in maniera impeccabile dopo qualche sbavatura iniziale e grazie all’ingenuità di Soumaoro. I rossoblù dopo aver rimesso in piedi il match restano in 9 a causa di Soriano che commette un fallo criminale su Ballo Tourè e crollano soltanto nel finale a causa del siluro di Bennacer dal limite. Il Milan sale al comando ma ha corso il serio rischio di sciupare l’occasione per gustarsi la domenica di scontri diretti in totale relax. E poco contano le numerose assenze se l’approccio del secondo tempo ha lasciato parecchio a desiderare. Discorso a parte per Ibrahimovic, che oltrepassati i quaranta, continua ad essere croce e delizia. Non gioca una gran partita, la forma fisica latita ma serve una palla deliziosa a Leao che si lancia verso l’1a0 e dopo la sfortunata autorete mette il sigillo al match siglando il 4 a 2 con un destro chirurgico diventando uno dei 5 over 40 a segnare un gol in Serie A. E tanto basta per strappare sorrisi.

La vetta si allontana

Nella domenica in cui il Napoli non vince per la prima volta in campionato, si assiste ad una frenata collettiva. Il match dell’Olimpico è intenso e frenetico ma non spettacolare. La Roma è ancora anestetizzata dalla figuraccia norvegese ma riesce a contenere le sfuriate di Osimhen e co., sfiora il gol con Abraham e Mancini ma rischia di subirlo con Ibanez che colpisce il palo nel tentativo di anticipare il nigeriano. Ne viene fuori uno 0 a 0 che può andar bene a entrambi, i giallorossi proseguono  l’idiosincrasia con gli scontri diretti, i partenopei si mantengono primi appaiati al Milan e mantengono invariato il distacco di 7 punti dall’Inter che non va oltre il pareggio con la Juventus.

Eppure l’inizio era stato incoraggiante. I bianconeri lasciano il centro del ring ai rivali che dettano i ritmi del gioco e passano in vantaggio con Dzeko ma hanno il demerito di non affondare il colpo, lasciando galleggiare nel match gli uomini di Allegri.

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Il tecnico livornese cambia spartito a mezz’ora dalla fine, inserendo Chiesa e Dybala. I due leader tecnici della Juve non creano pericoli effettivi ma tengono in apprensione la difesa nerazzurra fino a mandare in tilt Dumfries che atterra Alex Sandro in area quasi al 90′. Dybala realizza e finisce 1a1 ma la sensazione è che per entrambe sia un’occasione sprecata.

Cholito da sogno

E mentre Vlahovic si riconcilia (in parte) col pubblico di Firenze e l’Empoli conferma le buone cose fatte vedere fin qui  piazzandosi nella parte sinistra della classifica, l’uomo della settimana è senza ombra di dubbio Giovanni Simeone, capace di realizzare una quaterna da sogno che schianta la malcapitata Lazio di Sarri. Il bomber argentino sfrutta le prevedibili amnesie degli improvvisati centrali biancocelesti e regala l’ennesimo dispiacere a Sarri visto che nel 2018 fu proprio il figlio d’arte a sancire con una tripletta con la maglia della Fiorentina l’addio ai sogni Scudetto di quel Napoli, allenato proprio dal tecnico toscano. Ricorsi storici. Il Verona di Tudor riscatta un inizio di campionato deprimente a causa delle strampalate idee di Di Francesco e si propone per l’ennesima volta come la rivelazione del campionato. Applausi.

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