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Ci ha lasciato Pelè: segna la fine di un’epoca sportiva meravigliosa.

Il mio saluto a “O Rei” ed un omaggio ad un’era che non tornerà più.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @pele

Qualche giorno fa avevo scritto, qui su Hibet Social, un articolo dedicato a Pelè, che stava molto male. Ieri, purtroppo, ci ha lasciato. Non voglio ripetere ciò che ho scritto allora, se vi va vi invito a rileggerlo, chissà se concorderete con i miei giudizi e con i miei paragoni. Eh si, perché’ è normale domandarsi se sia più forte Jordan o LeBron, Federer o Nadal, e, ovviamente, Pelè o Maradona. Oggi saluto un uomo che ha rappresentato il calcio per 65 anni, dal Mondiale del 1958, che vinse a 17 anni, a oggi. Finisce un’epoca, di calcio bailado, dei meravigliosi anni ‘60 raccontati da Gianni Minà, dei caldissimi anni ‘70 iniziati con uno strepitoso gol all’Italia, nella finale dei Mondiali. Tarcisio Burgnich, quello che avrebbe dovuto fermarlo, ammise serenamente: “Non mi accorsi di nulla, io ero già con i piedi sul prato verde e lui era ancora la, in cielo”. Avevamo vinto 4 a 3 con la Germania una semifinale, una partita, che entrò nella storia del calcio, ma con quel Brasile non ci fu nulla da fare. Troppo forti, punto e basta. Presento sempre il Vip Master a Milano Marittima, dove i personaggi dello sport, dello spettacolo e della politica, giocano a tennis. Mi sono spesso trovato a cena con Gianni Rivera, persona intelligente e piacevole, che mi ha regalato alcuni aneddoti gustosissimi. Ricordo che mi parlò anche di Pelè e lo mise davanti a Maradona, poiché’ al tocco di palla univa una fisicità e una atleticità impressionanti. 1091 gol, signori! Si, ok, ha giocato sempre con la maglia del Santos, ma bisogna poi farli… E ai Mondiali, ne ha vinti tre, ha sempre dimostrato che avrebbe segnato a raffica anche in Europa. Io, nato nel 1968, non l’ho mai visto giocare e non so cosa darei per viaggiare nel tempo, tornare negli anni ‘60, e gustarmi quell’epoca, lo scudetto del Bologna 1964, Alì sul ring, Pelè in campo e tante altre cose. Semplicemente se ne è andata un’icona del ventesimo secolo. Lo saluto con una gag di un grandissimo giornalista bolognese, scomparso qualche anno fa, il mitico Gianfranco Civolani. Uno che ha raccontato Mondiali e Olimpiadi, con una penna fenomenale. “Sento esclamare ciao Civola! Beh, mi giro, era Pelè!”. Ok, non era vero, ma da Edson Arantes do Nascimiento te lo saresti anche potuto aspettare, da Ronaldo mai!

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Fonte immagine: Profilo Instagram @pele