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Ci ha lasciato Gianluca Vialli, un gran calciatore e una gran persona

è morto gianluca vialli
Fonte immagine: Profilo Instagram @lucavialli

Gianluca Vialli, ricco di famiglia, bello, simpatico, bravissimo a giocare a calcio. Dio ti da tutto, ma a volte c’è una data di scadenza molto più vicina di quanto immagini. Come per Mihajlovic, che l’ha avuta ravvicinata di cinque anni, rispetto a Gianluca. Al quale tutti volevano bene, anche a Sinisa, sicuramente, però apparivano come due soggetti diversi, uno più solare, uno più rude.

Vialli ha perso una lunga battaglia con il cancro, che poi “perso”…, combattuto: perso è umiliante. Come fai a considerare sconfitto uno che ha fatto tutto quello che doveva per vivere? Uno che ha lottato con il sorriso fino all’ultimo istante, cosciente fino all’ultimo secondo. Se ne è andato un gran calciatore e una gran persona.

Mi basta leggere le parole del mio amico Gianluca Pagliuca, il suo portiere ai tempi della Sampdoria: “un dolore atroce”. Si ha la percezione che è morto un pezzo della sua gioventù, dei suoi trionfi, della sua vita. E lo scrivi solo se avverti questo, nel profondo del tuo cuore. Ovviamente mi leggono, spero, giovani e meno giovani, e quindi ricordo a chi se lo è perso chi era Vialli.

Semplicemente un attaccante fortissimo, che oggi sarebbe sicuramente titolare in Nazionale. Un ragazzo che nei suoi anni migliori vestì la casacca della Samp e vinse lo scudetto, nel 1991. E vi garantisco che non era favorita. Poi, l’anno dopo, sfiorò la Coppa dei Campioni, persa in finale. E qui vi garantisco che era ancor meno favorita. Me lo ricordo pieno di riccioli quando commentavo le partite di una bellissima Cremonese, mi bastò vedergli toccare due palloni per capire che era di un’altra categoria. Anche come persona e ora lo piangono tutti.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @lucavialli