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Ceccon, il nuovo che avanza: “Ma non sono come Balotelli”

Il campione del mondo dei 100 dorso si racconta

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Fonte immagine: Profilo Instagram @ceccon_thomas

Thomas Ceccon è l’uomo del momento del nuoto e dello sport italiano. Il racconto della sua carriera inizia fin da bambino, come sempre accade: “Avevo due anni. La mia prima allenatrice si chiama Anna Vallarsa, poi è arrivato Alberto Burlina, il mio maestro. Allenava mio fratello Efrem, nato nel ‘98: faceva il dorso come me, aveva i capelli lunghi come me. Giocava a tennis ma per il troppo caldo finimmo in acqua. Un giorno i miei genitori dissero a Burlina: “provi anche lui”, cioè io. E fu così che cominciai”.

Il fresco vincitore della medaglia d’oro ai Mondiali nei 100 dorso, intervistato per la Gazzetta dello Sport, ha parlato delle Olimpiadi di Tokyo dell’anno scorso: “È come se avessi ricominciato da capo, perché sono tornato da Tokyo con due medaglie in staffetta che ho subito messo nel cassetto. Devo continuare a farmi il mazzo: da adesso a Parigi. Oggi sono più tranquillo e concentrato su ciò che faccio, sto più attento all’extra. Pochi bagordi, poche follie. Sono giovane e sono il primo a volermi divertire. Ma visto che non faccio una sola gara, ormai ragiono da professionista e con tanta voglia di vincere”.

Ceccon non è un bad boy

Con Ceccon si parla anche di paragoni, alcuni illustri e altri meno. Il primo è quello che lo ha visto più volte accostato a Michael Phelps, storico campione del nuoto mondiale. Thomas, però, non vuole sentirne parlare: “I complimenti mi piacciono, i paragoni no: di Phelps ce n’è solo uno, e penso non ce ne sarà mai più un altro. Mi fa piacere, mi lusinga, ma non mi sento minimamente come lui. Queste cose non mi fanno impazzire. Io sono Thomas”.

In passato, poi, il nuovo campione del mondo era stato definito il ‘Balotelli del nuoto’ per qualche intemperanza di troppo. Da allora, però, abbiamo davanti ai nostri occhi un nuotatore e soprattutto un uomo nuovo, più misurato: “A volte faccio cavolate, c’è chi mi critica, ma la parte più grande dell’ambiente mi dice bravo per quello che sono. Da fuori sembro un’altra persona. A me serve fare l’uomo immagine della mia generazione: viviamo di emotività che non sono di altre generazioni”.

A noi i paragoni non interessano, vogliamo solo vederlo nuotare e vincere.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @ceccon_thomas

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