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Cassani attacca: “Non c’è la cultura delle corse a tappe”

Il commissario tecnico della Nazionale non ci sta

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Fonte immagine: Profilo Instagram @cassanidavide

Davide Cassani attacca e non sui pedali. Lo fa in merito all’andamento della più recente corsa a tappe: “Ho avuto modo di leggere varie considerazioni in merito al giro giovani Under 23. Mi riferisco alla tappa di Santa Caterina che, per alcuni direttori sportivi italiani, era esageratamente dura. Premesso che non mi sono occupato dei percorsi delle singole tappe e quindi non sono direttamente interessato ma vorrei comunque esprimere il mio giudizio. Allora, il primo italiano è arrivato quattordicesima a quasi 8 minuti”.

Il commissario tecnico della Nazionale italiana sostiene che il movimento ciclistico non dia i giusti punti di riferimento ai giovani: “Non ho sentito nessuno dire: “dove stiamo sbagliando? Perché gli stranieri, su percorsi duri, vanno molto più forte di noi?” In tanti a scagliarsi contro il percorso. È come quel genitore che si arrabbia con il professore se il figlio torna a casa con un quattro in pagella. Ma come, non tocchiamo palla su salite vere e l’unica cosa che siamo capaci di dire è: troppo dura la tappa?”

Cassani contro il movimento

In un lungo post su Facebook, Cassani ha proseguito la sua invettiva facendo un confronto con le altre realtà storiche: “Non abbiamo e non avremo nei prossimi anni un corridore in grado di vincere una grande corsa a tappe. Perché la mentalità è sbagliata. Invece di capire il motivo della nostra debacle diamo la colpa ad un organizzatore che propone salite vere. Squadre come Groupama, Lotto, Ag2r e tante altre straniere le vedi correre in Italia, Spagna Francia, Belgio. Ogni mese partecipano ad una corsa a tappe e noi?”.

Il ct azzurro prosegue facendo capire che non c’è neanche troppa voglia di investire ed esplorare. E con questa condotta non si può andare troppo lontano: “A parte 3 squadre, restiamo a casa nostra. Con questa mentalità temo che non andremo molto lontano e comunque la colpa sarà sempre di quell’organizzatore che, facendo miracoli, cerca di offrire un palcoscenico credibile ai nostri ragazzi. Gli stranieri apprezzano, gli italiani si staccano e si arrabbiano”.

Un attacco diretto che serve per scuotere le coscienze.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @cassanidavide