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CARENZA ARBITRI IN ITALIA: le cause

I motivi per cui il nostro paese conta sempre meno fischietti nel campo di calcio.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @aiavarese

Con l’Italia che sta man mano uscendo dalla crisi pandemica, ecco che le prime attività riprendono il loro operato a pieno regime.

Fra queste, ovviamente, c’è il calcio, che sta gradualmente riaprendo gli stati ad un pubblico sempre più ampio, con la speranza che si arrivi al 100% di capienza entro la fine dell’anno.

Ma il discorso stadi non è l’unica notizia che fa sorridere il calcio italiano: infatti, anche i campionati dilettantistici iniziato ad essere svolti regolarmente, anche se ancora devono far fronte ad un ostacolo che ha ben poco a che fare con l’ultima crisi biennale.

A.A.A. CERCASI ARBITRI

Ci stiamo riferendo alla carenza di arbitri in ambito regionale, un problema che è uscito alla ribalta soprattutto nell’ultimo mese.

Regioni come Piemonte, Abruzzo, Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio hanno già interrotto più volte i loro campionati regionali per questa evidente carenza, che potrebbe avere delle ripercussioni anche a livello nazionale. Annualmente, infatti, si contano 500 arbitri in meno, a causa di una carriera arbitrale difficile da intraprendere, soprattutto all’inizio con tutti i viaggi e le spese che ne conseguono, non garantendo sempre agli arbitri di dirigere le troppe partite di fine settimana.

Per occorrere a questa mancanza, Il Comitato Regionale della LND Lazio ha deciso di riformulare il planning dell’attività ufficiale, attraverso l’aggiunta di turni infrasettimanali, garantendo così la designazione della terna arbitrale in tutte le partite. Addirittura, in Emilia-Romagna si è andato a pescare arbitri di Serie A per colmare l’emergenza; Alessandro Prontera, arbitro di Serie A della sezione di Bologna, ha infatti arbitrato Valtarese-Solignano, partita valevole per la prima divisione emiliana, terminata 2-1 per i padroni di casa.

LE CAUSE

Oltre ai costi e alle spese che ogni aspirante arbitro sicuramente può farsi andare bene per la sua passione, c’è anche da mettere in ballo i rischi a cui questi ragazzi vanno incontro, cioè insulti gratuiti e, soprattutto, aggressioni fisiche: non ultima, infatti, l’arbitro di 18 anni aggredito dall’allenatore in prima categoria ligure, che ha fatto il giro del web e ha sicuramente creato un terrore che già era facilmente percepito dalla categoria degli arbitri.

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Un clima che è sicuramente frutto di una mentalità ancora troppo estremista in Italia, dove ogni decisione dell’arbitro, dubbia o grave che sia, è sempre messa sotto i riflettori dai media, che non fanno altro che alimentare malafede e, di conseguenza, odio verso questa categoria, al quale non è permesso alcun margine di errore umano.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @aiavarese