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Il caos convocazioni in Nazionali: un caso su cui riflettere

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Fonte immagine: Facebook

Il rapporto tra lo sport – a tutti i livelli – e il dilagare del Covid-19 si sta facendo sempre più complicato. Il tutto mentre i principali campionati stanno entrando nel vivo, in particolare per il calcio che si avvicina in maniera critica e turbolenta alla seconda sosta stagionale per gli impegni delle Nazionali. Una sosta che forse in pochi volevano, in particolare i club che ora tremano per i viaggi internazionali dei propri giocatori.

E tiene banco, in ambito italiano, la decisione presa da diverse Aziende sanitarie locali in merito al trasferimento di alcuni giocatori. Le Asl, o almeno buona parte di loro, hanno deciso di bloccare la partenza alla volta di Coverciano di alcuni dei 41 giocatori convocati dal commissario tecnico Roberto Mancini. Alcuni nomi fanno certamente più rumore di altri, ma il problema è di carattere generale e va affrontato più che seriamente.

Non si parte

Tutto nasce dai recenti casi di positività al Covid avvenuti sia alla Fiorentina che alla Roma. In questi casi, sono risultati positivi al tampone rispettivamente lo spagnolo Callejon e il capitano Edin Dzeko. Situazioni che hanno portato gli altri componenti dei due gruppi squadra a eseguire tamponi prima delle gare del weekend di campionato. Tutti negativi e si può giocare, ma non tutti potranno andare in Nazionale.

E dunque accade che i due viola Biraghi (nella foto) e Castrovilli non potranno spostarsi di una manciata di chilometri per raggiungere Coverciano, che è in provincia di Firenze. Stessa sorte per i romanisti convocati dal Mancio, ovvero Pellegrini, Mancini (solo un omonimo del ct), Cristante e Spinazzola. Ma la stessa situazione vale per altri giocatori dei due club convocati in altre nazionali, oltre che per elementi di altre formazioni, come Genoa, Inter, Lazio e Sassuolo.

Un caos non necessario

Dunque, da un mega gruppo di 41 giocatori ce ne saranno “solo” 25 a disposizione di Mancini per le prossime gare della Nazionale. Ci si gioca la qualificazione alla fase finale della UEFA Nations League, e la scelta molto criticata del commissario tecnico di stilare una lista così lunga è stata subito ridimensionata. In ogni caso, potrebbe anche accadere che i giocatori costretti a non rispondere alla chiamata potranno farlo in caso di nuovo tampone negativo.

Ma non dobbiamo dimenticare che tra i positivi della settimana appena conclusa c’è anche lo stesso Roberto Mancini. Dunque la situazione è a dir poco paradossale e deve far riflettere il mondo del calcio. Anche in vista delle prossime tornate di gare delle nazionali. Soprattutto le gare amichevoli che provocano solo fastidi ai club, e ora possono costare caro anche sul piano sanitario.

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Francesco Cammuca

Sommario
Il caos convocazioni in Nazionali: un caso su cui riflettere
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Il caos convocazioni in Nazionali: un caso su cui riflettere
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Caos nelle convocazioni. Mancini convoca 41 giocatori in Nazionale, le Asl ne bloccano quasi metà: una situazione delicata e il dubbio sull’utilità di certe partite.
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