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Atterra su Netflix il calcio storico fiorentino

Fonte immagine: Wikipedia Commons

Il Calcio Storico Fiorentino su un documentario Netflix

Si chiama Home Game la nuova docu-serie uscita su Netflix il 20 giugno scorso che si prefigge lo scopo di far conoscere gli sport e le passioni più pericolose che si praticano in lungo e in largo in questo pazzo pazzo mondo.

Il documentario è suddiviso in 6 parti ed è girato veramente bene, con tanto di particolari mai lasciati al caso, impressioni degli atleti, allenamenti, aneddoti e curiosità.

La prima puntata è certamente quella che a noi italiani interesserà di più, anche perché sono pochi quelli che non hanno mai sentito parlare di Calcio Storico Fiorentino.

Tra le manifestazioni più antiche d’Italia il tradizionalissimo gioco popolato dai “calcianti” è uno dei più spettacolari e fa capo ad una antichissima guerra che si tenne il 17 febbraio  del 1530 e che viene ricordata per celebrare il valore e l’onore del popolo fiorentino sempre pronto a difendere la propria città dagli invasori.

Oggigiorno, dopo alcune variazioni sul tema, da tempo le tre partite si giocano nell’arco di una decina di giorni tra i 4 quartieri della città:

  • Santa Croce, gli Azzurri
  • Santo Spirito, i Bianchi
  • Santa Maria Novella, i Rossi
  • San Giovanni, i Verdi

Ogni anno, a rotazione, le quattro squadre si affrontano in due semifinali e la finale tra i quartieri vincenti, in una partita di 50 minuti e il fine ultimo è quello di riuscire a trasformare le azioni di gioco in “cacce”.

La caccia consiste nel riuscire a depositare nella rete avversaria il pallone con tutte le forze possibili e immaginabili.

Le immagini sono piuttosto cruente e qualche aneddoto vi farà sobbalzare sul vostro divano, raccontato con dovizia di particolari…

Non mancheranno, per la gioia dei vostri occhi, angoli di Firenze incastonati tra le vie di quella che può essere considerata una delle città più belle d’Italia

Cazzotti di ogni tipo, atterramenti e fisici scultorei sono il sale di questo meraviglioso spaccato della realtà storica del nostro Paese.

La rinascita di Marco Parolo

Non è esattamente il giocatore più giovane della Serie A, croce e delizia della sua squadra e di tutti i fanta allenatori disseminati sul territorio italiano, ma il gol-vittoria di Marco Parolo nella fortunata trasferta di Torino contro i granata, ha un sapore particolare.

Incursore come pochi altri al mondo, il centrocampista della Lazio ha portato la sua squadra al successo dopo un lungo periodo di appannamento che sembrerebbe, finalmente superato.

MilinkovicSavic, Luis Alberto, Marusic, Lazzari, Cataldi, i due Anderson, l’esplosione di Jony e i lungo degenti Luiz Felipe, Lucas Leiva e Lulic, compongono un reparto centrale che per un giocatore classe 1985 formerebbero una schiera praticamente insuperabile per poter competere ad alti livelli e, soprattutto, in una squadra che sta lottando per lo scudetto.

Nato a Gallarate il 25 gennaio, il 35enne jolly di centrocampo di Simone Inzaghi è senza dubbio uno che la gavetta se l’è fatta in toto.

Partito dalle giovanili del Como, ha militato in squadre gloriose come Cesena e Verona prima di approdare al Parma dove è esploso calcisticamente, attirando nel 2014, le attenzione della Lazio dove si è accasato senza mai più andare via.

Alla corte di Lotito ha giocato qualcosa come 184 partite segnando 27 gol e distinguendosi per la sua predisposizione al sacrificio, oltre che per la conquista di due Super Coppe italiane e una Coppa Italia, quella che riempì di orgoglio i tifosi laziali nel 2019.

L’importanza di Parolo sta tutta nell’esultanza di Mister Inzaghi dopo il gol al Torino, pronto a contare sul suo pupillo, tra le altre cose vice capitano bianco celeste, anche e soprattutto per un finale di campionato che si preannuncia incandescente.

La classifica marcatori di Serie A

Rimanendo in casa Lazio, sembra essersi ripreso uno dei giocatori più prolifici del campionato di serie A, quel Ciro immobile che guida la classifica dei capo cannonieri e che sembra non fermarsi più.

Il centravanti di Torre Annunziata sembra aver ritrovato la propria dimensione proprio alla Lazio, dove ha ripreso a segnare con una continuità spaventosa dopo alcune stagioni in chiaroscuro.

Lo scettro di capocannoniere non è però ancora al sicuro. Cristiano Ronaldo, infatti, ha sempre segnato dalla ripresa del campionato, seppur per due volte grazie ad un calcio di rigore.

Inoltre, Immobile, in virtù dell’ammonizione rimediata per la massima punizione procurata a favore dei granata nell’ultima partita di campionato per un fallo di mano, non parteciperà alla partita interna contro il Milan e per questo motivo CR7, per ora a quota 24, potrebbe accorciare le distanze in caso di segnatura nel derby contro il Toro.

Tagliati fuori Lukaku, con 19 segnature, il sorprendente Joao Pedro che ha siglato 17 reti e il trittico atalantino, Ilicic, 15, Muriel, 15 e Zapata, 14.

Fonte immagine: Wikipedia Commons

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Andrea Borea

Andrea Borea

Scritto da Andrea Borea

Editorialista, scrivo di sport e di attualità da 25 anni, appassionato di basket NBA, poker sportivo, betting, podcast e di libri. Se rotola, mi troverete lì.