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CALCIATORI SUICIDI: perché sono in aumento?

Due suicidi nel giro di pochi mesi hanno visto coinvolti due calciatori uruguayani. La risposta va ricercata nell’extra-campo.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @elarea1977

Il mestiere del calciatore è sempre stato al centro della polemica; i motivi vanno ricercati principalmente nel suo guadagno, ritenuto troppo eccessivo in relazione a quello che fa.

Infatti, il calciatore, all’apparenza, sembra fare ciò che più lo diverte; ragionando più a fondo, però, possiamo anche vedere come, dietro ai canonici “due calci al pallone”, si nasconde un lato ben più oscuro, che ci fa capire come questo mestiere, alle volte, rischia di toglierci qualcosa che vale più di ogni altro guadagno: la vita.

I CASI DI WILLIAMS E GARCIA IN URUGUAY

Non a caso, è salita alla ribalta la notizia del suicidio commesso da Williams Martinez, difensore uruguayano 38enne del Villa Teresa, commesso nella notte tra sabato 17 luglio e domenica 18 luglio. Una notizia che ha creato non poco scalpore nel mondo nel calcio, più specificatamente in quello uruguayano, che ha momentaneamente sospeso i suoi campionati nazionali.

Il caso di Martinez, però, non è l’unico che ha riguardato il piccolo stato sudamericano: nei mesi antecedenti, infatti, anche il 31enne uruguayano Santiago Damián García si è tolto la vita nella sua casa di Mendoza (Argentina).

Due casi fin troppo analoghi che, a questo punto, ci pongono di fronte ad un quesito tanto difficile quanto crudo: come mai i calciatori sono inclini al suicidio? E perché proprio quelli uruguayani?

COSA HA CAUSATO I DUE SUICIDI?

La risposta dei suicidi di Martinez e Garcia va ricercata alla situazione particolare che lo stato sudamericano sta vivendo: secondo gli ultimi dati riportati dalle istituzioni, l’Uruguay presenta il tasso di suicidi più alto del Sudamerica (20,30 ogni 100.000 abitanti), che ci fanno capire come le condizioni dello stato siano da tenere d’occhio, dopo la sanguinosa pandemia che ha colpito tutto il mondo. Fatale coincidenza, inoltre, è il giorno della morte di Williams Martinez, il 17 luglio, data in cui si celebra in Uruguay la “Giornata nazionale per la prevenzione del suicidio”, che fa inevitabilmente pensare a come il calciatore non abbia scelto casualmente il giorno per compiere l’estremo gesto.

 

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RAPPORTO CALCIATORI-SUICIDI: BISOGNA PREOCCUPARSI?

Ma questo problema riguarda solo i calciatori uruguayani? Secondo la rivista sudamericana “Ovaciòn”, le cause non vanno ricercate principalmente nella situazione economica e sociale in cui riversa un determinato paese, ma bensì nel mestiere del calciatore stesso.

L’articolo della rivista continua con un’intervista fatta da Axel Ocampo, psicologo della nazionale giovanile U20 dell’Uruguay, che afferma come il mondo del calcio sottoponga i calciatori a pressioni non indifferenti, dettate principalmente dall’enorme esposizione mediatica e dal loro allontanamento dalla famiglia, al quale si aggiungono le enormi aspettative che non sempre vengono rispettate nella lunga carriera calcistica.

Dei problemi che, quindi, potrebbero essere all’ordine del giorno per ogni calciatore, e che non devono in alcun modo essere sottovalutati dalle squadre di club.

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.Fonte immagine: Profilo Instagram @elarea1977

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CALCIATORI SUICIDI: perché sono in aumento?
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CALCIATORI SUICIDI: perché sono in aumento?
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Due suicidi nel giro di pochi mesi hanno visto coinvolti due calciatori uruguayani. La risposta va ricercata nell’extra-campo.
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