in

Calciatori pazzi: la vita scapestrata di Saliou Lassissi

Calciatori pazzi- Saliou Lassissi
Fonte immagine: *Youtube

Tra i calciatori pazzi, una menzione speciale la merita senza dubbio Saliou Lassissi. Se vedeste i suoi pugni, pensereste che si tratta di un pugile, invece fa parte di chi le mani non può usarle, a meno che non ha una porta da difendere.

Saliou Lassissi ha un passato difficile. Nasce ad Abidjan, in Costa D’Avorio, in un quartiere malfamato, di quelli in cui devi imparare a difenderti. L’avoriano impara bene quest’arte, tanto da diventare un difensore “tosto” sui campi da calcio. Quei campi che aveva tanto immaginato mentre giocava in strada.

Dopo essere stato abbandonato dal padre, Lassissi cresce insieme alla sua mamma ed i suoi 5 fratelli.

Il colpo di scena arriva all’età di quindici anni, grazie ad un trafficante di auto, che nota il ragazzo e decide il suo destino. Lontano da quelle vie degradate e verso l’Europa. Il neo calciatore fa esperienza nelle giovanili del Rennes e poi in prima squadra.

Sin da subito però il difensore lascia emergere il suo carattere particolarmente “infiammabile”. Già nel 1998, dopo quello che doveva essere un amichevole tra Parma ed Inter, mostra i suoi turbolenti spiriti, ottenendo il suo primo titolo di giornale: “Lassissi, giovane stopper francese che avrebbe legittime aspirazioni alla Thuram ( elegante, rapido, forte) se soltanto fosse meno rissaiolo”. Non male per uno appena arrivato, far parlare di sé la Gazzetta dello Sport. D’altronde nel corso della sua carriera darà prove di merito per posizionarsi nella classifica dei calciatori pazzi.

Il Parma però si libera di lui, anche per il suo carattere, cedendolo in prestito alla Sampdoria. La situazione non cambia, perché il calciatore durante Sampdoria-Salernitana non perde occasione per mettere le mani al collo a Rino Gattuso. Ma non è finita qui, l’uscita di scena da calciatori cattivi termina con una spallata all’arbitro e qualche schiaffo al suo collega Palmieri.

Della serie, se cerchi di contenere la sua rabbia, le prendi di santa ragione!

Espulsione che però non serve a rendere Saliou Lassissi più riflessivo.

Altri episodi però lo rendono tra i top dei calciatori pazzi, in particolare quando il difensore va alla fiorentina. Si inizia salutando l’allenatore, mani in faccia a Malesiani e bravata in auto con tanto di schianto verso un bidone.  Le contestazioni però non sono solo in campo, perché il giocatore viene accusato di aver aggredito la vigilessa sul luogo.

Poca pazienza sicuramente per Saliou, noto anche fuori l’Europa, nella sua Nazionale, per aver spaccato il labbro di un suo compagno di squadra. Il motivo? Passaggio sbagliato.

La punizione imposta questa volta però non è un semplice cartellino rosso, ma un internamento in campo militare. Una roba peggiore della prigione.

Dopo tutto ciò avrà cambiato temperamento, penserete voi. Invece no, la tempesta vera deve ancora arrivare.

Tanto per cominciare è il 2011 quando gioca nella Roma ed in una partita contro il Boca-juniors ed è subito tibia e perone rotti. Questa volta però lui è la vittima, vittima di un infortunio che determina la fine di un sogno.

Dopo il recupero, scade il suo contratto con la società giallorossa. Per un po’ scompare dal mondo del calcio, fin quando non si fa vivo al Bellinzona, dove continua la sua condotta furiosa.

Una personalità complicata, in lotta con gli altri ma soprattutto con sé stessa. Tanto da negare la propria identità a chi lo riconosce.

Carriera terminata in Polonia, dopo un’escalation turbolenta. Da una parte un destino beffardo che spezza la carriera di un 25 enne con un infortunio. Dall’altra uno spirito che non riesce ad essere domato e puntualmente viene rispedito al mittente.

Questa la storia di Saliou, il più cattivo tra i calciatori cattivi.

Per altri giocatori rissosi: Roy Keane spezzò la gamba e la carriera al padre di Haaland: “L’ho colpito dannatamente forte”

Fonte immagine: *Youtube