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Calciatori pazzi: EDMUNDO O’ANIMAL: il ballerino prestato al calcio

La vita di Edmundo, culminata di vizi che non gli hanno permesso di essere uno dei calciatori più forti della sua epoca.

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Fonte immagine: Wikipedia Commons

Per portare avanti una carriera calcistica con professionalità si sa che ci vuole molto vigore nel rispetto delle regole, sia dentro che fuori dal rettangolo di gioco.

Non sempre, però, i calciatori riescono a conciliare la propria vita privata con la carriera, arrivando spesso e volentieri a buttare via il proprio talento, e dando quindi più spazio a vizi di cui non se ne possono fare a meno.

Tra questi, c’è sicuramente Edmundo Alves de Souza Neto, meglio noto come Edmundo, calciatore brasiliano conosciuto più per le sue gesta fuori dal campo che dentro:

GLI INIZI TURBOLENTI IN PATRIA

Soprannominato “O’Animal” per il suo carattere turbolento, Edmundo nasce calcisticamente al Vasco Da Gama, club che ha vestito più volte in carriera e con il quale si farà conoscere al mondo intero per le sue grandi capacità tecniche. Passerà poi al Palmeiras, club con cui O’Animal, invece, si farà riconoscere per una rissa scoppiata negli spogliatoi con il suo mister e un compagno di squadra, che gli costeranno la cessione al Flamengo.

Tuttavia, anche con il “Mengão”, Edmundo porterà avanti la sua nomina fumantina, rompendo prima una telecamera dopo un rigore sbagliato in Coppa Libertadores, poi causando un incidente che costerà la vita a tre persone, per il quale il brasiliano non pagherà mai la pena inizialmente inflittagli (4 anni e mezzo di carcere nda). Dopo una piccola parentesi al Corinthians, infine, Edmundo farà ritorno per la prima volta al Vasco Da Gama, nel 1996, nell’unico anno in cui, forse, si farà riconoscere per il suo talento cristallino.

DALLA LOTTA SCUDETTO AL BALLO DI CARNEVALE

Cercato finalmente da tanti club europei, Edmundo verrà portato a Firenze dal presidente Vittorio Cecchi Gori, che batterà la concorrenza nel mercato invernale del 1998.

Tuttavia, ricadendo sui soliti vizi, O’Animal non lascerà un ricordo felice ai tifosi viola: infatti, nella Serie A 1998-1999, la Fiorentina di Giovanni Trapattoni sogna uno scudetto che manca in Toscana da ormai trent’anni, guidata dal tridente stellare composto da Batistuta, Rui Costa e, appunto, Edmundo, che si distinguerà per delle giocate da urlo nella prima parte di stagione (tra tutte, il gol di cucchiaio in casa dell’Empoli nda). Laureatasi campione d’inverno, però, la Fiorentina calerà drasticamente nel girone di ritorno, anche a causa dell’infortunio di “Batigoal”, che lascerà il peso dell’attacco all’eccentrico brasiliano, sempre discontinuo e mai emotivamente coinvolto alla causa della città.

L’apice viene toccato quando, tra il febbraio e il marzo 1999, Edmundo parte in Brasile per festeggiare il famoso Carnevale di Rio, sfilando sotto le vesti di ballerino nelle piazze della città. Nel frattempo, la Fiorentina, già orfana del suo bomber argentino, abbandonerà definitivamente il suo sogno scudetto. In seguito, O’Animal spiegherà come la partenza per Rio fosse una cosa già stipulata nel suo contratto, ma non servirà per aggiustare le cose. Inevitabilmente, quindi, Edmundo lascerà la Fiorentina a fine stagione, venendo tristemente ricordato come ballerino piuttosto che come potenziale eroe per la vittoria dello scudetto.

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FINALE DI CARRIERA

La carriera di Edmundo, fatta eccezione per una piccola parentesi al Napoli e in Giappone, continuerà in Brasile, soprattutto nel suo amato Vasco Da Gama, distinguendosi solo per aver fatto ubriacare una scimmia nel compleanno del figlio, gesto che gli metterà contro le associazioni animalistiche. Una delle tante bravate di uno dei tanti calciatori che, purtroppo, sarà ricordato con un “poteva essere” anziché con un “È stato”.

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Fonte immagine: Wikipedia Commons