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Lapadula e non solo: gli oriundi che hanno detto no all’Italia

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Fonte immagine: Facebook

Il calcio moderno ci mette di fronte in maniera continua a nuovi casi di calciatori in bilico tra due Nazionali. L’essere nati in un Paese non rende più i calciatori come “esclusivi” per la suddetta nazione, visto che le origini e l’eventuale acquisizione di un passaporto di un altro Stato può far cambiare tutto. Lo abbiamo visto spesso anche in Italia, per ultimo con il caso di Gianluca Lapadula, il bomber che ha rifiutato l’azzurro.

L’attaccante attualmente in forza al Benevento, nonostante abbia disputato un’amichevole con la maglia della nostra Nazionale, alla fine ha optato per il Perù. Sarà la rojiblanca ad avere il centravanti delle Streghe per rincorrere un posto ai prossimi Mondiali. E proprio Lapagol spera di poter giocare la sua prima rassegna iridata, anche perché tra le fila dell’Italia non avrebbe avuto spazio. Prima di lui, però, ci sono stati altri casi assai illustri.

I no di Paulo e Mauro

Nel caso di Paulo Dybala e Mauro Icardi c’è soprattutto la grande opportunità di giocare per il Paese in cui si è nati. Entrambi gli attaccanti argentini hanno avuto la possibilità di rappresentare l’Italia, magari sfruttando un periodo in cui il reparto offensivo azzurro non era poi così performante. Mentre dall’altra parte si trovavano giocatori come Aguero, Messi e Higuain. Tuttavia, sia lo juventino che l’ex capitano dell’Inter hanno optato per la Albiceleste.

Leggermente diversa la situazione di Riccardo Gagliolo. Lui che è nato in Italia e ha sempre giocato nei nostri campionati – attualmente è in forza al Parma ma si è fatto notare al Carpi – ha poi optato per rappresentare la Svezia. Tanto che nel 2019 è entrato in pianta stabile nelle rotazioni della Nazionale scandinava. Il merito in questo caso è della madre, nata a pochi chilometri dalla capitale Stoccolma. Dall’Eccellenza alla Nazionale, davvero niente male!

Il caso di Margiotta

Ha fatto discutere a lungo, in particolare nei primi anni del nuovo millennio, il caso di Massimo Margiotta. L’attaccante è nato a Maracaibo ma ha legato ai nostri colori e ai nostri campionati la parte più importante della sua carriera. In particolare indossando le maglie di Udinese e Vicenza, tra le cui fila si è fatto notare soprattutto per i gol realizzati da subentrato. E così si è ritagliato un posto nella Nazionale Under 21 in un periodo assai florido.

Massimo prese parte alle Olimpiadi di Sydney nel 2000 con la nostra maglia. Ma al momento di scegliere la Nazionale maggiore in cui giocare, optò per il Venezuela, creando quasi un incidente diplomatico. Un rimpianto per il futuro della difesa azzurra potrebbe essere rappresentato da Max Kumbulla, approdato in estate dal Verona alla Roma. È nato in Albania ma ha fatto tutta la trafila delle giovanili in Italia, tanto da far pensare a un suo approdo in Nazionale. Invece l’anno scorso ha scelto il suo Paese natale.

Chiudiamo con Max Vieri, il fratello decisamente meno forte e meno noto del Bobone Nazionale. Anche lui ha provato a sfondare nel nostro calcio, ma alla fine ha deciso di ripiegare sull’Australia, terra che gli ha dato i natali perché papà Bob era andato a giocare lì per racimolare qualche milione di lire. E Max nella Nazionale dei canguri ha giocato. Poco e male: sei presenze, zero gol.

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Francesco Cammuca