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Roberto Boscaglia e alcuni retroscena su Sandro Tonali.

Dall’esperienza al Brescia alla conferma al Milan.

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Fonte immagine: Instagram robertoboscagliaofficial, sandrotonali

Durante un’intervista rilasciata per La Gazzetta dello Sport, Roberto Boscaglia si sofferma a parlare di Sandro Tonali, raccontando alcuni retroscena della sua permanenza al Brescia. Nell’esprimere la sua contentezza per il passaggio al Milan, il tecnico ricorda di essere rimasto colpito da Tonali sin dall’inizio, ai primissimi allenamenti: “Dopo un paio di allenamenti chiamai il d.s. e gli dissi che l’avrei tenuto a ogni costo. Personalità, coraggio nelle scelte, grande tecnica. Sembrava giocasse da una vita”. Ottime qualità insomma, di cui sembrano essersi accorti anche i rossoneri, lusingando Tonali che ha confermato anche con la sua bravura di aver fatto la scelta giusta: “Sandro veniva da 2-3 anni a cento all’ora senza riposare. Serie B, Serie A, le giovanili, tanti impegni, qualche problema fisico accusato nelle ultime gare dell’annata 2019-20. Nonostante tutto, però, ha tenuto botta. In fondo ha solo 21 anni, ci può stare una stagione di apprendistato”. Di lui Boscaglia si dice orgoglioso: Impossibile lasciarsi scappare Sandro, è il futuro della Nazionale”.

 

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Un tesoro da proteggere

“Avellino-Brescia, agosto 2017. Entrò a 20’ dalla fine e giocò una bella partita, anche se perdemmo 2-1. In serata mi chiamò il Presidente perché voleva nasconderlo”. Boscaglia poi spiega: “Sandro non aveva ancora un contratto da professionista, così il presidente mi disse di non farlo più giocare fino alla firma. ‘Altrimenti ce lo rubano’, diceva. Voleva proteggerlo”. Questo è uno degli aneddoti raccontati da Boscaglia, molto curiosi, in cui rivela la chiamata di Cellino, dopo Avellino-Brescia, occasione in cui diede prova della sua grande bravura e professionalità, a tal punto da spaventare i grandi e portarli a nasconderlo per non farselo rubare. Proprio per le sue grandi doti c’è qualcuno che lo paragona ad Andrea Pirlo, ma lo stesso Boscaglia riconosce che sia impossibile: “Sandro è un play in un centrocampo a tre. Costruisce bene, vede il gioco, ma è anche un recupera palloni niente male. I dati che avevamo a Brescia ci dicevano che uno così, in mezzo, può giocare in ogni posizione. Anche in una mediana a due, come nel Milan. Ha qualcosa di Pirlo? Qualcosina sì, come la personalità nel farsi dare la palla o il coraggio di cercare la giocata, ma accostare qualcuno ad Andrea è impossibile”.

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Sommario
Roberto Boscaglia e alcuni retroscena su Sandro Tonali.
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Roberto Boscaglia e alcuni retroscena su Sandro Tonali.
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Boscaglia su Tonali: il tecnico rivela alcuni aneddoti della loro esperienza al Brescia, prima dell’ingresso al Milan.
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