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Boris Becker è finito in carcere

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Fonte immagine: *Pixabay

Boris Becker è finito in carcere, dopo aver combinato disastri nel suo dopo tennis. Mi mette una grande tristezza, perché in quel luglio del 1985 lo vidi trionfare a Wimbledon, praticamente mio coetaneo, lui 1967, io 1968. Mi sembrava incredibile che un ragazzino come me potesse vincere un torneo di quella caratura.

Fu l’inizio di un meraviglioso tennis serve and volley che succedette a quello noiosissimo dei terraioli. Vennero gli Edberg, i Cash e compagnia. Ci divertimmo non poco. Boris fu protagonista di sfide avvincenti con il mio concittadino Omar Camporese, uno che non si staccava mai dalla riga di fondo. Un po’ lo odiai il tedesco, perché dopo ore di gioco usciva vincente. Non nella vita, però, si è preso una condanna a più di due anni di reclusione. L’ho conosciuto tre anni fa a Malta e ho avuto il piacere di intervistarlo. Posso essere sincero? Mi sembrò un po’ perso. Gli ricordai la canzone a lui dedicata “Boris is geil”, che fu un successo dell’estate 1986, ma lui manco la conosceva… Gli dissi pure che ero di Bologna, proprio come Caporese e Paolino Cane’. “Ottimi giocatori e cari amici”. Fu davvero cortese, quello che fu un mio mito.

Oggi gli chiederei cose diverse, gli chiederei cosa ha combinato per finire in galera. Chissà se ammetterebbe che le donne e la mala gestione del suo, notevole, patrimonio, lo hanno portato alla rovina… Ci sarà sempre un consulente finanziario disonesto in un disastro economico, ma quelli in gamba sanno sceglierlo, e magari ne prendono, più di uno. Ne ho visti tanti di sportivi cadere in questi anni, alcuni mi hanno chiesto come gestire il loro denaro e gli ho sempre premesso la cosa principale, “quando arriva uno che ti dice che ha un affare per le mani, abbraccialo forte e digli fallo tu!”.

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