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Berrettini e la quarantena in Australia: “Mi aspettavo di peggio”

Il racconto del tennista romano

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Fonte immagine: Twitter

Il mondo del tennis si prepara a vivere il suo primo grande evento, anche se non senza problemi di un certo spessore. Gli Australian Open che inizieranno tra circa dieci giorni sono pronti per cominciare, e con ogni probabilità ci sarà anche il pubblico. Ma per i tennisti non è stato facile approcciare con la realtà australiana. In particolare con le rigide regole anti-Covid previste per chi arriva sull’isola dall’estero.

Di questi giorni particolarmente complicati ha parlato Matteo Berrettini. Il tennista romano, numero 10 della classifica mondiale, ha raccontato la sua esperienza ai microfoni di Eurosport. E ha ammesso che c’è stato fin da subito un piccolo intoppo: “All’inizio l’organizzazione ci aveva detto: voi arriverete il 15 gennaio, fate il test, poi dal 16 gennaio una volta arrivata l’eventuale negatività al test sarete liberi di seguire il programma per i vostri allenamenti. In realtà però il via libera ci è arrivato il 19 gennaio. Quindi siamo rimasti chiusi totalmente in camera per 4 giorni”. 

Ci sarà il pubblico

Berrettini ha fatto capire che qualcosa è cambiato nelle abitudini dei tennisti. Dopo questi quattro giorni di attesa, è stato possibile allenarsi fuori dagli hotel: “Sono cambiate nel senso che noi possiamo uscire, ma solo quando siamo autorizzati a farlo, quindi nell’arco temporale per l’allenamento sul campo o in palestra. Se io apro adesso la porta della mia camera c’è la sicurezza che mi dice di tornare dentro. Alla fine però va bene così. Cioè, pensavo peggio”. 

E poi c’è forse l’aspetto più importante per i giocatori, ovvero la possibilità di avere il pubblico sugli spalti. Una sensazione che Berrettini e i suoi colleghi non provano praticamente da un anno intero: “Il boato è proprio qualcosa che mi è mancato. Allo US Open è stato stranissimo, specialmente per un torneo che di solito è molto rumoroso. Poi personalmente il pubblico è qualcosa che mi carica. Anche a Roma, quando ho preso ‘la sveglia’ da Fognini, il boato sul centrale, la gente che si accalca, sono cose che fanno la differenza. In sicurezza, ma sono contento di poterle tornare a sentire”. 

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Fonte immagine: Twitter

Sommario
Berrettini e la quarantena in Australia: “Mi aspettavo di peggio”
Titolo
Berrettini e la quarantena in Australia: “Mi aspettavo di peggio”
Descrizione
Matteo Berrettini racconta l’esperienza che stanno vivendo i tennisti in Australia, tra quarantena e regole rigide contro la diffusione del Covid.
Autore
Francesco Cammuca

Scritto da Francesco Cammuca

Giornalista, 30 anni di vita all'insegna dello sport, tra ciò che si vede in campo e quel che lo circonda.