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basketball femminile Wnba: rivelazione shock

Elena Delle Donne: ”Sono malata, ma mi obbligano a giocare”

basketball femminine - Wnba
Fonte immagine: *flickr

Una triste pagina del basketball femminile del Wnba quella che stiamo per raccontarvi.

Si tratta della rivelazione di Elena Delle Donne, cestista di successo, affetta dalla malattia di Lype. Secondo quanto riportato dalla donna, non c’è stato alcun accorgimento per lei, nessun aiuto, anzi: “Se non giochi, non prenderai lo stipendio”, sono queste le parole che si è sentita dire.

Negli USA è diventata, giustamente, una vera e propria polemica. La giocatrice, tra le migliori del basketball femminile, soffre di questa malattia da 12 anni. Ragion per cui, non potrebbe esporsi a determinati pericoli. Lo sport però non sembra tutelare i più deboli, in questo caso.

Il suo male comporta conseguenze come febbre, raffreddore, paralisi facciale e perdita di memoria. Un sistema immunitario fragile ma che si trova a lottare sui parquet nonostante tutto.

Un aut-aut che fa male ad Elena, a tutte le donne e a chi, come lei, si trova nella sua condizione.

Non può rifiutarsi di scendere in campo ma può sfogarsi davanti al mondo intero. Per questo Delle Donne nel 2017 ha scritto una lettera per “Players Tribune”.

Prendo 64 pillole al giorno. E’ l’unico modo per continuare a fare quello che amo, giocare a basket, e provare a vivere una vita normale”.

Riguardo al Coronavirus: “Mi è sempre stato detto che, nella mia condizione, anche un raffreddore può essere pericoloso. Quando il Covid ha iniziato a diffondersi, ho iniziato a prendere tutte le precauzioni possibili (che altre persone malate come me non possono avere). Io amo giocare a basket, ma adesso è una questione di vita o di morte.

La Wnba non sembra sentirsi toccata da tutto ciò: “Quando ho saputo che i medici federali hanno respinto la mia richiesta di fermarmi onestamente sono stata male. I soldi dello stipendio mi servono per pagare le medicine e per vivere. Il mondo dove per anni ho dato sangue, sudore e lacrime è come se mi avesse tradito”.

Per fortuna però il basketball femminile non sembra essere tutto omologato. La squadra di Elena, Washington Mystics, ha deciso di pagare la sportiva anche se decidesse di non scendere in campo. Ci teniamo a ribadirlo, non per volontà o pigrizia ma per questioni di salute.

Posizione sostenuta dall’allenatore Mike Thibault. “Come per tutti i nostri giocatori, abbiamo e sosterremo Elena durante tutto questo processo. La salute e il benessere dei nostri giocatori è della massima importanza”.

Parole che dovrebbero essere scontate, a parer nostro, ma che purtroppo, non lo sono.

La lezione di umanità da parte delle WM alla Wnba è servita…

Non possiamo che sostenere e fare un grande in bocca al lupo ad Elena.

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