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IL DERBY ME LO GUARDO DAL DIVANO

Derby basket-fortitudo VS virtus

Ieri sera si è giocato il derby del basket bolognese: Fortitudo-Virtus.

No, non vi parlerò della partita, valevole per la Supercoppa, ma dell’esperienza del vostro cronista al palasport.

Il Governatore della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini ha deciso di consentire un afflusso di tifosi pari al 25% della capienza dell’impianto, quindi circa 2000 unità.

Fatto salvo che su una tematica sanitaria in piena emergenza dovrebbe, a mio modesto parere, decidere il Governo e non avviare questa sorta di Federalismo, volevo vedere come sarebbe andata.

Non la partita ( vinta dalla Virtus che in cuor mi sta, meglio di niente… ) ma la gestione del pubblico.
Intanto per un match che pre Covid avrebbe riempito un palasport da 8000, si sono presentati in 1200, e pare non siano mancati alcuni inviti dell’ultima ora per fare numero…

Misurazione della febbre all’ingresso ( sopra i 37,5° si torna a casa ) sanificazione delle mani e mascherina perennemente indossata.

Ci si saluta dopo l’estate, ma in tanti casi non ci si riconosce e, alla fine, ci si rende conto di aver saputo tutto delle vacanze di uno che non hai mai visto in vita tua.

Dopo cinque minuti di partita sono stanco di respirare anidride carbonica e abbasso lievemente la mascherina, spunta una steward, carina e gentilissima, che mi invita a rialzarla.
Verso la fine del primo tempo vorrei fare una capatina in bagno e mi dicono che dovrei alzare una mano per farmi accompagnare.

Avrò pure la sindrome di Peter Pan, ma questa cosa la facevo ( forse, non ricordo ) all’asilo e allora, imprudentemente, vado da solo.

Nessuno, evidentemente, è interessato al mio rapido espletamento delle funzioni fisiologiche e tutti gli addetti fanno finta di nulla.

Ah, ovviamente mancano gli striscioni e i cori dei tifosi, quindi la partita sembra una semplicissima amichevole precampionato con il Lizzano o il Bressanone.
Il sunto è uno, la gente non vuole tornare al palasport, o per paura del Covid, o per fastidio delle limitazioni.

Per la cronaca, i bar sono tutti chiusi all’interno dell’impianto.
Il problema non sarà aumentare la capienza, ma far si che la stessa possa essere coperta.

E, attenzione, se non si torna ( e pure in fretta…) a riempire i palasport e gli stadi, lo sport salta in pochi mesi.

Ok, la serie A di calcio, grazie ai diritti televisivi può reggere, forse anche la B, ma il resto?
Non può reggere, e il segnale arrivato dal derby di ieri sera mi preoccupa moltissimo.
I tifosi dicono: “Torneremo a vedere lo sport quando ci sarà consentito di vederlo come prima!”.
Giustissimo, ma ci sarà ancora…?

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