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Come sarà la Juventus di Andrea Pirlo

Andrea Pirlo
Fonte immagine: Flickr

La notizia che ha sconvolto il calcio italiano e in particolare l’ambiente bianconero è arrivata di sabato sera. Un po’ come quella febbre tanto decantata da John Travolta in uno dei film che lo ha portato definitivamente alla ribalta. Questa volta, nei panni di un Tony Manero decisamente meno estroso, c’è Andrea Pirlo. La sua pista da ballo sarà la panchina della Juventus. Da conquistare non ci sono le donne più belle della discoteca, ma i trofei che in buona parte sono mancati durante la breve gestione di Maurizio Sarri.

Ma c’è subito un piccolo intoppo, ancor prima di cominciare. Un intoppo che più che altro riguarda chi deve raccontare le gesta del campione del mondo del 2006. È ancora impossibile descrivere Andrea Pirlo come un tecnico. Per lui sarà infatti la prima esperienza su una panchina. L’idea iniziale del club bianconero era infatti quella di farlo “crescere” nella vera cantera juventina. Ovvero alla guida della formazione Under 23 che partecipa al campionato di serie C.

Un contesto non all’altezza di un uomo che da calciatore ha vinto tutto: cinque scudetti, due Champions League e altrettanti Mondiali per Club, ma soprattutto il Mondiale del 2006. Ecco allora che, almeno dal punto di vista del contesto, l’approdo di Pirlo sulla panchina della Juventus ha un suo senso. Ma il fatto che mai una volta l’ex regista bresciano abbia “diretto” una squadra nel ruolo di capo allenatore, porta il tutto sul livello di una vera e propria scommessa.

Anche se le idee tattiche di Andrea Pirlo sono ben chiare e sono state svelate durante il suo esame per ottenere il patentino da allenatore a Coverciano. Con ogni probabilità, almeno sulla base del materiale tecnico che gli verrà messo a disposizione della dirigenza – in primis quell’Andrea Agnelli che lo ha fortemente voluto da calciatore e ora da mister – Pirlo dovrebbe far giocare la Juve con un 4-3-3 che segue l’impronta del maestro Guardiola. Dunque tanto possesso palla e verticalizzazioni improvvise.

Pirlo cercherà di adottare un calcio di qualità”, ha detto ieri sera il ds bianconero Paratici dopo l’annuncio del suo arrivo in panchina. Non è facile dire se sarà così. In fondo, fin dal momento del suo arrivo un anno fa, si era parlato in questi termini anche di Maurizio Sarri. E il tecnico toscano, complice anche una rosa fatta di tanti pedalatori e di pochi piedi raffinati, ha fallito nel suo intento. Resta solo da capire se il carisma e la “storia” consentiranno a Pirlo di ottenere ciò che non è stato dato al suo predecessore.

Anche perché, a differenza dell’ormai ex mister juventino, Pirlo ha dalla sua una grande storia da calciatore. Aver calcato i campi di tutto il mondo per oltre 15 anni, sempre a livelli altissimi e giocando in diversi ruoli (in particolare da trequartista e poi da regista), può dargli una mano a capire prima e meglio cosa voglia dire fare l’allenatore. Così, pur non avendo esperienza alle spalle, aver “guidato” una squadra in campo può essere visto come un antipasto prima della “guida” in panchina.

Resta comunque un grande punto interrogativo. Per trasformarlo in esclamativo non ci vorrà molto: tra un mese e mezzo ripartirà la serie A. La prima con Pirlo ai nastri di partenza dopo cinque anni. La prima con Pirlo allenatore.

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Francesco Cammuca

Francesco Cammuca

Scritto da Francesco Cammuca

Giornalista, 30 anni di vita all'insegna dello sport, tra ciò che si vede in campo e quel che lo circonda.