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Gli allenatori che “ringraziano” il lockdown: quante conferme in serie A

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Fonte immagine: Facebook

Il campionato di serie A è ormai agli sgoccioli, con quasi tutti i verdetti che sono stati emessi. E se la ripresa del campionato dopo l’interruzione per via del lockdown ci ha dato delle indicazioni, queste hanno in alcuni casi ribaltato – o quasi – quanto si è visto nelle ventisei giocate fino a fine febbraio. Da quando il calcio italiano è ripartito, in una specie di mini-torneo che ha quasi scompaginato le carte in tavola, non sono poche le cose che sono cambiate.

E grazie all’andamento di alcune squadre, inizialmente date per spacciate o comunque senza obiettivi da raggiungere, ci sono stati anche degli imprevisti ribaltoni. In particolare per quanto riguarda alcune panchine. Squadre del massimo campionato che sembravano prossime al cambio di allenatore al termine di questa pazza e assurda stagione, ma che alla fine si presenteranno ai nastri di partenza del campionato 2020/2021 con lo stesso mister con cui si era conclusa la stagione precedente.

È, ad esempio, il caso del Milan, formazione che sembrava destinata a una vera e propria rivoluzione tecnica, l’ennesima degli ultimi anni. E se un anno fa di questi tempi Gattuso se ne andava dopo aver sfiorato un impensato quarto posto che valeva la Champions, stavolta Pioli è riuscito a ottenere ciò che non era riuscito al collega calabrese. L’ex mister viola è riuscito a tenersi la panchina anche per l’anno prossimo, facendo sfumare la strada che portava al “santone” tedesco Ralf Rangnick.

La stessa cosa è successa anche in casa Fiorentina, dove sembrava tutto pronto per la partenza di un nuovo ciclo, dopo la fine di questo campionato. C’era chi parlava di un approdo in viola di Ivan Juric grazie alla sua ottima annata a Verona; c’era chi invece scommetteva su Eusebio Di Francesco e sulla sua voglia di rilancio dopo l’esperienza fallimentare alla Samp. E invece, sarà ancora una volta Beppe Iachini a guidare i gigliati, questa volta dall’inizio del campionato.

Qualcosa di simile si è visto anche tra le fila dell’Udinese, il cui tecnico Luca Gotti è arrivato quasi per miracolo alla fine della stagione. La sua promozione a capo allenatore dopo l’esonero di Igor Tudor sembrava un incarico a tempo, ma le buone prestazioni e la salvezza ottenuta con un buon anticipo hanno convinto la famiglia Pozzo a non cambiare nulla. E in queste ore si parla di una riconferma di un tecnico che – non dimentichiamolo – è alle sue prime partite in serie A.

Ancora qualcos’altro potrebbe accadere in tal senso, per allenatori che sembravano spacciati ma che alla fine sono riusciti a tenersi il posto in panchina. Potrebbe essere il caso di Walter Zenga, il cui rendimento alla guida del Cagliari non è stato eccelso, ma che con i buoni rapporti in corso con il patron Giulini potrebbe mantenere la panca.

Destino opposto, invece, per i tecnici di due squadre storiche come il Torino e il Genoa. Nel primo caso, Moreno Longo è destinato a lasciare la panchina granata, occupata dopo l’esonero di Mazzarri. E vista la trattativa per il cambio di proprietà, questa operazione potrebbe subire una accelerata nei prossimi giorni. Lo stesso si potrebbe dire anche per Davide Nicola alla guida del Grifone, anche in caso di mantenimento della categoria a spese del Lecce.

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Francesco Cammuca