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Quando gli All Blacks dimenticarono Richie McCaw in albergo

All Blacks - Parsons McCaw

Iniziamo col dire che gli All Blacks hanno una loro metodologia specifica di organizzare le cose. Ad ogni giocatore viene affiancato un buddy, un compagno. Ogni volta che ci si sposta da un luogo a un altro, anche per pochi minuti, ogni coppia deve assicurarsi della presenza dell’altro componente. Un modo particolare di “fare la conta”.

A volte però capita di essere distratti e non pensare al proprio “partner”: è quello che è successo nel tour del 2014.

Parsons fa coppia con McCaw. “Prima settimana con la squadra. Mi ricordo che scendiamo le scale e io sono dietro Richie e ovviamente lui viene fermato da alcuni tifosi. Io salto sull’autobus e mi siedo pensando: okay, fantastico, è qui. Arriviamo al campo di allenamento e tutti si guardano intorno: ‘hey, ma dov’è Richie?’ e io: ‘tranquilli, è qui, sono sceso con lui’. Ma in effetti tutti si accorgono che non era sul bus. Kieran Read mi fa: ‘cavolo, hai lasciato il capitano in hotel.’ Era il mio secondo giorno, ero pietrificato”.

Per una matricola dimenticare il proprio capitano non è il massimo per fare buone impressioni.

Gli All Blacks hanno una serie di loro tradizioni abbastanza rigorose. Una delle regole di questa squadra di rugby riguarda i posti a sedere in autobus. I sedili nelle ultime file sono di chi ha più caps. Sempre Parsons ha raccontato di essersi seduto sulle scale in diverse occasioni, di fianco all’autista.

Oggi James ha 33 anni e conta due caps in maglia nera (2014 e 2016).

L’episodio appena raccontato risale proprio alla prima partecipazione al tour in Europa.

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Fonte immagine: *flickr.com