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90 anni fa il primo Mondiale: quando il mondo si accorse dell’Uruguay

Fonte immagine: Wikipedia Commons

Quello che si è appena celebrato è un anniversario particolare per la storia del calcio. Esattamente 90 anni fa – era il 13 luglio del 1930 – prese infatti il via il primo Mondiale della storia del gioco. A ospitarlo e a vincerlo fu l’Uruguay, nazione che fino a quel momento stava maturando una grande tradizione calcistica e che grazie a questo evento si fece conoscere anche dal punto di vista economico e organizzativo.

Il Paese era stato uno degli ultimi a ottenere l’indipendenza nel Sud America – anche grazie all’intervento del ‘solito’ – Giuseppe Garibaldi nella Battaglia di Salto – e a livello sportivo stava crescendo. In fondo la squadra di calcio era forse la più forte del pianeta, fatta eccezione per un’Italia costretta però a restare tra i propri confini prima di dominare i Mondiali del 1934 e di quattro anni dopo.

La Celeste era stata in grado, prima della disputa del primo Mondiale, di portare a casa l’oro olimpico nel 1924 a Parigi e nel 1928 ad Amsterdam. E proprio alle prime Olimpiadi targate Uruguay è legata la storia di Josè Leandro Andrade, quello che sarebbe stato il primo “craque” della storia del calcio mondiale. Proprio a lui si devono buona parte delle fortune della Nazionale, anche se il personaggio era stato capace di farsi notare anche fuori dal campo per fugaci e passionali storie d’amore.

Ma torniamo a quel Mondiale e alla sua assegnazione. Era già presente a quel tempo la rivalità tra Uruguay e Argentina, che si ripetè per stabilire chi avrebbe ospitato quella che al tempo era nota come Coppa Rimet, in onore del presidente della Fifa. Vinsero gli uruguaiani, che avevano in programma la costruzione dello stadio più grande al mondo, potevano vantare un potere economico non di poco conto e soprattutto proposero il pagamento in toto delle spese di viaggio per chi arrivava dall’Europa.

Ne venne fuori un Mondiale a forte matrice americana. Quasi tutte le europee, che avevano proposto l’Italia come sede, decidono di non partire. Ci andranno invece la Francia, obbligata dal fatto che il presidente Fifa è un loro connazionale, e l’Inghilterra, che pur vantandosi di essere la patria del calcio non riuscirà a rendersi protagonista. A differenza degli Stati Uniti, che manderanno una rappresentativa di inglesi e scozzesi emigrati oltre oceano.

Ci sarebbe anche il Brasile, che però non aveva ancora costruito quel movimento calcistico che lo avrebbe reso la nazione di punta di questo sport. Ma nella storia ci entra Lucien Laurent, un operaio della Peugeot che si prese due mesi di permesso per giocare il Campionato del Mondo. La partita è Francia-Messico, finirà 4-1 per i galletti e si giocherà all’Estadio Pocitos. Lo stadio non esiste più, ma nel punto in cui arrivò quel gol – il primo della storia dei Mondiali – è stato costruito l’incrocio dei pali trafitto dal pallone calciato dal francese.

E alla fine, come ci si poteva tranquillamente attendere, la finale sarebbe stata Uruguay-Argentina. Si giocherà all’Estadio del Centenario di Montevideo, una vera e propria conca dedicata al calcio. E vincerà la Celeste di Andrade e di capitan Nasazzi: il risultato di 4-2 è un netto ribaltone dei padroni di casa, andati all’intervallo sotto di un gol. C’è chi parla di gara combinata per evitare ripercussioni di ogni tipo, ma alla fine è l’Uruguay a festeggiare.

Insomma, la storia dei Mondiali di calcio è appena cominciata!

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Fonte immagine: Wikipedia Commons

Francesco Cammuca