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I NUOVI 5 CAMBI: LO SCUDETTO DELLE PANCHINE

Fonte immagine: Pixabay

Il tanto atteso ritorno in campo della Serie A coincide però con nuovi protocolli di sicurezza e anche qualche aggiustamento al regolamento stesso delle partite, a cominciare dalle “5 Sostituzioni” che in qualche modo potrebbero anche stravolgere alcune strategie degli allenatori. Ci siamo chiesti allora quali sono le squadre che più di tutte potrebbero attingere a forze fresche dalla panchina lunga? Ecco il nostro scudetto delle panchine.

Le 5 sostituzioni: come funziona e perchè farle

Quasi tutti i maggiori campionati europei si sono adeguati a questa nuova regola, probabilmente fondamentale in un periodo come quello estivo con temperature molto elevate che causano un forte consumo di energie in campo e in allenamento. Specialmente in una fase che prevederà partite estremamente ravvicinate con poco tempo per il recupero. Fondamentale quindi, giostrare le forze facendo rotazioni molto più ampie del solito.

La norma prevede allora la possibilità di aumentare il numero di sostituzioni da 3 a 5, da effettuare in un massimo di tre momenti di cambio (quindi via libera a doppi e tripli cambi in contemporanea).

La Juventus

Non ci sono molti dubbi che con questa regola (e nessun altra competizione in mezzo), la panchina della Juventus è una di quelle più attrezzate per trarne il massimo vantaggio. In attacco si può persino permettere di avere un possibile cambio importante come quello di Higuain (o nel caso di tridente dal primo minuto, un Douglas Costa che può cambiare la partita). Ma anche a centrocampo la rosa permette oltre ai titolari, di fare cambi del calibro di Ramsey per dare fantasia o uno tra Khedira e Rabiot a seconda delle esigenze. In difesa il ritorno di Chiellini poi, porta addirittura un top player come De Ligt a entrare in un giro di rotazioni. Discorso simile sulle fasce, dove con Cuadrado titolare, il primo cambio di Danilo offre sicuramente certezze. Insomma, lo scudetto sul campo è da giocare, ma quello delle panchine direi che sulla carta ha già un vincitore.

La Lazio

 I primi rivali per lo scudetto dovranno affrontare questo tour de force con una squadra che, lo sapevamo, è davvero una macchina da guerra nei suoi titolarissimi, ma forse manca qualcosa in apporto quando c’è da cambiare qualcosa. E qua che sarà quasi necessario, Inzaghi dovrà centellinare bene i suoi visto che la panchina non è poi lunghissima. Certo c’è Caicedo che ha offerto ampie garanzie per far rifiatare Immobile, ma non c’è nessuno che possa sostituire la creatività e il talento di Luis Alberto e Correa. Le alternative infatti sono più da mediana, con Parolo e Cataldi a tenere le fila quando ci sarà da soffrire. L’assenza di Lulic limita i cambi anche sulle fasce, con Lukaku e Patric a fare da primi cambi. Sarà difficile tenere i ritmi, ma la Lazio ci ha abituato a sorprese.

L’Inter

Antonio Conte dovrà prima di tutto trovare la quadra tattica per rendere Eriksen un titolare inamovibile, cambiando magari solo in corsa per dare più contenimento con due elementi di grande qualità come Sensi e Vecino. In attacco invece l’unica valida alternativa è Sanchez, che se tornasse in forma potrebbe essere davvero l’arma in più per far rifiatare a turno uno tra Lukaku o Lautaro (Esposito può al limite essere utilizzato nelle partite con risultato acquisito). Gli arrivi del mercato invernale hanno dato respiro al mister anche sulle fasce, dove ora se la giocano quasi alla pari. Moses, Biraghi, D’Ambrosio e Asamoah sono comunque tutti ottimi ingressi a partita in corso. Godin è un primo cambio d’eccellenza per la linea di difesa, ma le sue condizioni destano qualche preoccupazione.

 L’Atalanta

Gasperini ha in qualche modo sempre scompigliato le sue mosse, con uno zoccolo duro di titolari ma anche qualche cambio che quasi sempre ha fatto un buon minutaggio di campo. C’è da pensare che con questa nuova regola sfrutti ancora di più questa caratteristica, fondamentale proprio per il grande consumo fisico che necessità la strategia di gioco dei a (che non a caso hanno quasi sempre bisogno di un po’ più di tempo per entrare veramente in forma). In ogni caso, se Muriel è una garanzia per il cambio offensivo con il tridente titolarissimo (Gome-Ilicic-Zapata direi che non si discutono), anche Malinovsky è certamente un’ottima sostituzione in corsa, a fare il paio con quella di Pasalic. Castagne sarà invece fondamentale per la fascia così come Caldara per la difesa. Se non ci saranno infortuni, soprattutto nella zona centrale del campo che vive su De Roon e Freuler, potrà sicuramente sfruttare al meglio questa fase.

 La Roma

Fonseca proverà nell’impresa di puntare alla Champions, ma la situazione è complicata anche a livello societario. La pausa se non altro ha ridato qualche uomo chiave sottratto a un’infermeria sempre troppo piena, e ora che la rosa è quasi al completo, anche la panchina giallo rossa potrebbe essere determinante. Se provassimo a ipotizzare una linea titolare con Zaniolo, Veretout, Pellegrini e Mkhitaryan ecco che i primi cambi potrebbero chiamarsi Cristante e Diawara (o una combinazione tra tutti questi nomi, dove solo i due nazionali italiani sono in pratica titolarissimi). In attacco dietro la certezza Dzeko e il suo cambio naturale Kalinic, c’è grande competizione per a trequarti. Se gioca Perotti ecco che dalla panchina potrebbero salire poi Under o Kluivert, con Perez da verificare a che punto sia negli schemi di gioco. In ogni caso, niente male.

Il Napoli

Gattuso sembra ormai aver preso la strada del 4-3-3, quindi la panchina dovrebbe prevedere un cambio illustre quasi per ogni posizione del campo. Milik e Mertens sono complementari il più delle volte, per cui è un cambio che può davvero fare la differenza. Così come Politano per Callejon (o viceversa). Lozano potrebbe invece essere la seconda scelta per Insigne, fornendo comunque di fatto tante soluzioni alternative e un paio di sostituzioni utili. Anche Allan potrebbe avviarsi a essere un lussuosissimo cambio a partita in corso, così come la doppia scelta sulle fasce mette Ghoulam e Hysaj a fare da alternative a Di Lorenzo e Mario Rui (anche qua, o il contrario, a seconda dello stato di forma). I partenopei sono ormai troppo attardati per la lotta al vertice, ma è chiaro che hanno una delle panchine migliori del lotto e potrebbe tornare utile nel tour de force estivo.

 Il Milan

 Tanti i problemi invece per Pioli, che nonostante tutto il tempo ancora non sembra nemmeno aver trovato la quadra per il modulo. Soprattutto ora che l’assenza di Ibra rimette alla pari il duo Leao-Rebic. Tante comunque le incertezze di formazione, tanto da rendere davvero labile il confine tra titolari e panchinari. Ecco allora che molti nomi si equivalgono nelle scelte, il che significa al ribasso che quasi nessuno è capace però di fare una vera differenza. Se Bonaventura e Paquetà torneranno ai loro livelli, sarà facile vedere cambi con Bennacer o Calhanoglu. Per il resto se i nomi di riferimento sono Castillejo o Krunic, cambia poco.

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Fonte immagine: Pixabay